IL TERZO AMORE DI GIORGIO SCERBANENCO

La ristampa del romanzo pubblicato nel 1938

La casa editrice "La Nave di Teseo" ha pubblicato il bellissimo romanzo di Giorgio Scerbanenco - la cui prima edizione risale al 1938, anno in cui il nostro Paese ridiscese la china a causa della promulgazione delle famigerate leggi razziali. Scerbanenco, nato a Kiev nel 1911 da padre russo (il cognome è Scerbanenko, il nome Wladimiro) e da madre romana, visse solo sei mesi in Russia, per poi seguire la madre a Roma dopo che il marito venne fucilato dai comunisti. A Roma vi rimase 16 anni, dopodiché con la madre si recò a Milano alla ricerca di un'occupazione, che trovò ma che non essendo quella la sua strada, riuscì ad essere assunto come redattore alla Rizzoli dapprima, alla Mondadori poi, e in seguito di nuovo alla Rizzoli, quando già aveva un seguito più che invidiabile di lettori.
Scrisse 85 racconti prima di pubblicare in volume "Il terzo amore", dove narra la storia tragica di Elena, giovane e bella ragazza che stringe una relazione con Giulio, ma rimane incinta. Lui la abbandona senza sapere della sua condizione. La ragazza svolge con bravura e costanza il lavoro di pellicciaia, affida il figlio Giovanni alle cure di una famiglia risiedente in un paesino del lago Maggiore, che lei raggiunge appena può.
Il proprietario della pellicceria se ne invaghisce, ma lei: pur non corrispondendogli, riesce ad ottenere per merito dell'uomo una scrittura in una rivista come cantante. Ma quel tipo di vita alla ragazza non piace, poiché, mal sopporta le avances che gli uomini potenti le fanno a getto continuo. Scerbanenco descrive quel mondo in apparenza scintillante mostrandone tutto lo squallore e il grigiore che detiene, con le sue gelosie, le sue piccinerie, la sua sporcizia morale e la sua noia mortale che lo ammanta facendone un bordello dove artisti vivono relazioni di dubbio amore mostrandone la realtà celata dietro la facciata. Viene in mente la frase detta di recente da Virginia Raffaele: "C'è chi ama il mondo dello spettacolo e chi lo spettacolo, io amo lo spettacolo". O il ricordo di Catherine Spaak quando raccontò del protagonista de "La voglia matta", all'epoca quarantenne che la palpeggiò: lei diciassettenne, mentre era alla guida dell'auto con la quale le aveva offerto un passaggio. E alla quale, ai suoi decisi rifiuti, disse più o meno così: "Non sai come il cinema funziona?" Insomma: Elena preferisce tornare al suo lavoro tutt'altro che appassionante di sarta, rifiutare la comoda vita che un giovane ricco le offre senza essere di lei innamorato perché attratto soltanto dalla sua bellezza esteriore e sposare invece il vecchio proprietario della sartoria, il quale offre a lei e al suo bambino una placida esistenza in una villa in riva al lago Maggiore. Poi, nel finale, quando sarà rimasta vedova ancora giovanissima, deciderà di tornare al suo vecchio amore Giulio, ormai secondo lei redentosi e capace quindi di assicurare a lei e al loro figlio una esistenza dignitosa e soprattutto calda di amore reciproco. Scerbanenco che all'epoca era ancora un ragazzo di 27 anni, ha saputo nel raccontare questa storia raggiungere alti livelli, e rimanervi poi per tutto il prosieguo del romanzo, rivelandosi fin da allora un grande scrittore. La letteratura popolare non sarà accostabile a quella dei classici, ma così come le canzonette non sono allo stesso livello della musica classica ma sono però quelle che in genere rimangono legate alla nostra memoria e al nostro cuore, ugualmente accade per i romanzi scritti e letti per la gente comune, che sanno trasmettere emozioni bene accette perché la capacità di emozionarsi è sinonimo di umanità. 

Antonio Mecca 

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni