IN RICORDO DI GIANNI RODARI

Nel 40mo anniversario della scomparsa

Il 2020 è l'anno di Gianni Rodari.

È del 14 aprile l'anniversario del 40mo dalla scomparsa mentre in ottobre, il 23 per l'esattezza, si celebrerà il centenario dalla nascita.

Rodari è stato, nel corso della sua breve esistenza, maestro alle elementari, scrittore per l'infanzia, giornalista.

È l'unico italiano ad aver vinto il prestigioso premio Andersen nel 1970. Si tratta di un riconoscimento agli scrittori per l'infanzia che premia le opere di fantasia. E proprio alla fantasia è dedicato il parco aperto qualche anno fa ad Omegna, la sua città natale sul lago d'Orta.

Si diceva dei molti mestieri di Rodari. Il primissimo, terminati gli studi magistrali, è stato il maestro di scuola elementare. Attività che lo ha portato a spostarsi in Lombardia e a fare esperienza in diversi centri della provincia di Varese. La sua strada non era quella.

Negli anni della Guerra, in cui perde un caro amico nella campagna di Russia e un fratello in un campo di concentramento, si avvicina alla Resistenza e poi al Partito Comunista.

Nel Dopoguerra inizia l'attività di giornalista, dapprima a Milano dove cura la rubrica La domenica dei piccoli su l'Unità e poi a Roma dove fonda e dirige il giornale per ragazzi Il Pioniere.

Il lavoro a questa testata gli offre lo spunto per il suo primo libro di pedagogia che si chiama, appunto, Il Manuale del pioniere. Pubblicato nel 1951, in piena Guerra Fredda, gli porta la scomunica del Vaticano. Nonostante questo, Rodari si reca spesso in Unione Sovietica dove i suoi libri per bambini sono tradotti e diffusi in tutte le repubbliche dell'unione. Ha viaggiato anche in Cina e Bulgaria.

Agli anni di giornalismo si affianca la collaborazione con la televisione italiana e inglese - la Rai e la BBC.

Il suo secondo testo teorico, La Grammatica della Fantasia, introduzione all'arte di inventare storie è del 1973. È un saggio indirizzato a insegnanti, genitori e animatori.

Le sue raccolte per bambini più famose sono: Filastrocche in cielo e in terra del 1960, Favole al telefono del 1962, Il libro degli errori del 1964, C'era due volte il barone Lamberto scritto in forma di romanzo breve del 1978 e Il gioco dei quattro cantoni, l'ultima opera pubblicata in vita nel 1980.  

Proprio in questo anno Rodari entra in ospedale per un intervento a una gamba.

Il sopraggiungere di problemi cardiaci portano alla sua scomparsa il 14 aprile.

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