JEROME KLAPKA JEROME: LA FRESCHEZZA DELL'UMORISMO INGLESE

Buona cosa sarebbe quella di sfilare ogni tanto dagli scaffali di una libreria un buon libro umoristico, e di leggerlo anche.
Sono molti gli esempi da citare, dal francese Sanantonio all'italiano Collodi, (per rimanere nell'ambito e nel filone dei classici), dall'americano Mark Twain all'inglese Jerome Klapka Jerome.
Ed è proprio di quest'ultimo che qui intendo parlare. Figlio di Jerome Clapp, nacque a Walsall il 2 maggio 1859, un lunedì, morendo a Northampton il 14 giugno 1927, un martedì. A 14 anni rimase orfano di entrambi i genitori, per cui si vide costretto ad abbandonare gli studi per intraprendere vari lavori. Da impiegato presso la compagnia ferroviaria con la mansione di raccoglitore di carbone lungo la linea ferroviaria, passò poi - dopo quattro anni di quella vita - a svolgere diversi altri lavori a Londra, città dove dal 1863 si era stabilito con la famiglia. Fu così impiegato, segretario, piazzista, assistente di professore, giornalista, attore. Da quest'ultima esperienza nascerà il libro "Su e giù dal palcoscenico", nel quale narrerà in maniera tragicomica le sue esperienze teatrali in una compagnia scalcinata che non poteva certo garantirgli cospicui assegni con la firma in calce. Il libro successivo "Pensieri oziosi di un ozioso" fu il suo primo successo, ma quello che a ben ragione può essere definito best-seller e long-seller rimane senz'altro (perché è rimasto nella storia dei titoli umoristici) "Tre uomini in barca", uscito nel 1889, quando il suo autore aveva 31 anni. Il libro nasce dalle impressioni ricavate da una lunga gita sul Tamigi fatta con la neo moglie Henrietta, in luna di miele. Nel romanzo poi lei sparirà per lasciare il posto a due amici di Jerome: George, ed Harris (questo perché evidentemente ci vogliono perlomeno due uomini per poter sostituire degnamente una donna). Inizialmente pare che Jerome intendesse comporre un libro che fosse un resoconto delle località bagnate dal Tamigi, e che si sarebbe intitolato "La storia del Tamigi". Ma l'editore fortunatamente per lo scrittore e per i suoi futuri lettori non fu d'accordo e decise di tagliare molte pagine descriventi la cronaca del viaggio, per evidenziare invece quelle inerenti il simpatico trio di amici. E fu così un successo di vendite. Inizialmente da un milione e mezzo di copie e successivamente di altri milioni nei decenni successivi poiché il libro varcò le soglie del Regno Unito per approdare in vari Paesi. Tra questi, la Germania che ne rimase talmente entusiasta da adottarlo anche come testo scolastico tanto che 11 anni dopo, nel 1900 e nel successivo romanzo "Tre uomini a zonzo" Jerome descriverà un viaggio dei tre amici proprio in Germania. Nel frattempo nel 1892 lo scrittore fonderà la rivista illustrata "The Idler", cioè "Il Fannullone", sulla quale oltre a lui scriveranno anche Mark Twain, Arthur Conan Doyle, Rudiard Kipling che ne fu pure direttore. Quando nel 1914 scoppierà la prima guerra mondiale Jerome nella sua generosità patriottica chiederà di arruolarsi ma verrà respinto perché ormai cinquantaseienne. Non demorderà perché già stava mordendo il freno, per cui chiederà di fare l'autista di ambulanza per l'esercito francese. Ciò che avrà modo di vedere (e che forse avrebbe dovuto prevedere) sui campi di battaglia, lo sconvolgerà a tal punto da poter adottare per sé il titolo del romanzo autobiografico di Giovanni Papini "Un uomo finito". Tornato in patria scrisse altri tre libri di cui l'ultimo: "La mia vita e i miei tempi", uscirà nel 1926, anno di nascita del grande Ed McBain, mentre l'anno successivo, colpito dapprima da ictus e poi da emorragia cerebrale, morirà alla non elevata età di 68 anni, elevandosi però sulla media degli altri scrittori suoi contemporanei, e non solo. 
Jerome Klapka Jerome è stato il rappresentante più illustre di un umorismo inglese privo di volgarità e giochi di parole, il quale si basa sull'osservazione della realtà circostante e sulla sua affettuosa presa in giro, che poi è una presa in giro nei nostri stessi confronti per l'incapacità di affrontare con determinatezza determinate situazioni. La lettura di questi romanzi, novelle, articoli scritti con apparente leggerezza riesce a infondere in chi ne usufruisce una serenità che sempre, abbisogna alle persone per meglio affrontare l'esistenza .    

Antonio Mecca

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