L'ultimo cliente - 5

- Chi ha scattato la fotografia?

- Un nostro cliente, che aveva una vecchia macchina fotografica funzionante a pellicola con ancora un rullino inserito e una mezza dozzina di foto già scattate. Più che altro gli interessava sapere quali erano i soggetti delle foto scattate, ed è per questo che ha utilizzato il resto del rullino scattando a casaccio qua e là.

- Si ricorda se nelle altre foto quest’uomo appariva ancora? O magari il palazzo qui ritratto, o una donna?

- No, non mi pare – rispose l’uomo.

- Vorrei parlare con il vostro cliente.

- È il signor Mocci – rispose la ragazza con voce squillante. – Alberto Mocci. Non sappiamo dove abita.

- Lo sapremo presto – promise il poliziotto. 

Lo seppero dall'elenco telefonico. Risiedeva in corso Garibaldi, insieme alla sua famiglia composta da moglie e un figlio. Si trattava di un individuo che a differenza della casa in cui abitava risalente alla metà degli anni ’50 risaliva invece alla metà degli anni ’60; quindi, un uomo di mezza età o poco meno, visto che di solito a cento anni non ci si arriva quasi mai e mai. Per cui la mezza età è o dovrebbe aggirarsi intorno ai quarantacinque anni, età che l'uomo sembrava avesse effettivamente. Era alto e magro, col volto affilato e lucente come una lama  di accetta appena uscita dalla mola di un arrotino. Il sangue, a differenza della lama di un boia che ha appena staccato una testa di netto, non ce l'aveva all'esterno ma all'interno, visto che lo si notava scorrere come per una forte emozione. Quella di essere interrogato su un assassino da parte di chi agli assassini è solito dare la caccia.

- Avevo questo rullino iniziato da tempo e che non sapevo di avere già in parte utilizzato. Volevo scoprire chi fossero i soggetti ritratti, soprattutto e specialmente se fra questi ci fosse anche mio padre, che è venuto a mancare di recente. – Tacque, la voce incrinata per il pianto a stento represso. 

- E c’era? – si informò il commissario, più per cortesia che non per autentico interesse.

- Sì – confermò l’uomo. – In una sola delle foto, che penso risalga a una decina di anni fa.

- Mentre invece quella da lei scattata dall'angolo di via Tonale a quando risale?

- A un istante prima che consegnassi il rullino ai fotografi, visto che era l'ultima del caricatore. Foto che ho scattato credo una settimana fa.

- Verso che ora l'ha scattata? Se lo ricorda?

- Forse intorno alle sei di sera.

- Non aveva fatto caso all’uomo ritratto?

- Si può dire che non l'abbia neppure notato. Ho scattato tanto per consumare il rullino.

Scalise non aveva altro da chiedergli e altro non gli chiese. Per cui lo ringraziò, gli strinse la mano e se ne andò.


Antonio Mecca

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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