La città in 15 minuti, è possibile?

In passato tanti hanno parlato di città policentrica arrivando a mitizzarla mai a realizzarla

 "Noi  crediamo nella città in 15 minuti” per “garantire ai cittadini tutti i servizi primari vicino a casa”.  Ammirevole questo programma del sindaco Sala (che però non riguarda la città policentrica, termine urbanistico che si riferisce agli insiemi di città -come l'area urbana milanese-lombarda, che  già storicamente esiste- e non alle singole città, che lo sono sempre di fatto). Mi chiedo però come possa riuscire nell’intento: Milano è molto cambiata negli ultimi anni e, inoltre, non è come Parigi dove questo progetto è nato e dove, sebbene non ovunque, la struttura di  quartiere è rimasta molto salda. Mi ricordo bene quando nell'incrocio delle vie milanesi in cui risiedo si poteva parlare addirittura di città dei 10 minuti.  

C’era il tipico droghiere milanese cui si lasciava la lista e portava tutto a casa (acqua, vino,  detersivi, ecc.), di fronte un buon macellaio, a fianco il Gianni ortolano che ti sceglieva le ciliegie a una a una. Porta a porta di questi: panettiere, calzolaio, pescheria e pollivendolo, cartoleria,  pasticceria, latteria, valigeria, abbigliamento, orologiaio, gioielleria, rosticceria, elettrodomestici, tre  bar e, infine, tre banche. Un poco lontano un piccolo supermercato presente da tempo, che però non  insidiava la sopravvivenza del commercio di vicinato. In effetti, fare la spesa per tutta la settimana richiedeva una tranquilla uscita a piedi di poco più di  un quarto d'ora.

Ora tutto è cambiato: sono rimasti i bar, la pasticceria, divenuta anche bar (i panini per gli studenti sono un reddito sicuro), servizi di copisteria e rilegatura per studenti, un ortolano un poco più distante, nessuna banca e poco altro. Penso che la chiusura di tanto commercio di vicinato sia stata causata dall’ingente quantità di ipermercati e centri commerciali nata entro e intorno a Milano. Ma poiché questi negozi erano  necessariamente utilizzati pure da clienti provenienti da maggiore distanza, anche la mancanza di  spazi di sosta, fagocitati dalle auto dei residenti, li ha messi in crisi. I centri commerciali, al  contrario, sono dotati di ampi parcheggi. 

Già, perché Milano è l'unica tra le città avanzate, italiane ed europee, ove è libera la sosta dei  residenti, anche per le seconde e terze auto. Finora l'azione del Comune è stata: l’aver liberato dalle auto in sosta il parterre centrale della strada  principale, verniciato a strisce gialle e verdi, dotato di panchine e tavoli da picnic (peraltro quasi  sempre deserto); l’aver riportato la sosta in linea su alcune vie ove era disposta a pettine (azioni  subito seguite da un ulteriore aumento delle soste irregolari, nonostante sembrasse impossibile).  Interventi volti più che altro a ridurre gli spazi di sosta.

Sicuramente non sono questi i mezzi che l'amministrazione vuole utilizzare per ottenere la città con i servizi in 15 minuti.  

Si parla tanto di pedonalizzazioni e piste ciclabili (benvenute, se realizzate con giudizio) ma non sono nemmeno queste che ci riporteranno i servizi. Come farà il sindaco Sala a ridarci la città di prima, con almeno i servizi necessari in quei quattro  angoli di strade, o nei dintorni? Che strumenti utilizzerà?   I 15 minuti, secondo i conti del Comune, equivalgono a un chilometro, in effetti oggi a Milano  si possono trovare molti servizi entro un chilometro, ma percorsi in più di una direzione. Sarebbe meglio rinunciare al postulato ideologico parigino e procedere empiricamente e concretamente con successivi miglioramenti, alla lombarda.  

  

Giorgio Goggi 

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