LA LETTERA SCARLATTA - Nathaniel Hawthorne

La letteratura universale
a cura di Antonella Di Vincenzo

INCIPIT
Una folla d'uomini barbuti, dagli abiti scuri e dai grigi cappelloni a punta, e di donne in cappuccio o a testa nuda, stava raccolta davanti a un edificio di legno, la cui porta di quercia massiccia era guarnita con bulloni di ferro. I fondatori d'una colonia, qualunque Utopia di virtù e felicità umana possano aver divisato in origine, hanno sempre riconosciuto tra le prime necessità pratiche quella di destinare una parte del suolo vergine a cimitero, ed un'altra a prigione. Secondo tal norma, possiamo ritenere con fondamento che i progenitori di Boston avessero costruito a tempo opportuno la prima prigione nelle vicinanze di Cornhill, press'a poco quando tracciarono il primo luogo di sepoltura sul terreno di Isaac Johnson e intorno alla sua fossa, che in seguito divenne il centro di tutti gli avelli raccolti nel vecchio camposanto di King's Chapel. 

FINIS
Così diceva Hester Prynne, e chinava i tristi occhi sulla lettera scarlatta. E dopo molti, molti anni, venne scavata una tomba accanto ad un'altra ormai vecchia e affondata nel suolo di quel cimitero presso il quale fu costruita successivamente la King's Chapel. Sorse dunque accanto all'altra vecchia tomba, e tuttavia con un breve margine in mezzo, quasi le ceneri dei due dormienti non avessero il diritto di mescolarsi. Nondimeno, un'unica lapide le copriva entrambe. Tutt'intorno, scorgevansi sepolcri scolpiti d'armi gentilizie; e su quella semplice lastra d'ardesia, come il curioso visitatore può osservare ancor oggi, stillandosi il cervello in cerca del suo significato, appariva inciso uno stemma. Recava un'insegna, che tradotta nel frasario araldico, potrebbe servire da motto e da compendio della nostra leggenda testé conclusa; tanto è cupa, e ravvivata da un unico punto perennemente infocato di luce più fosca dell'ombra: "un'A rossa in campo nero"

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