LA LOMBARDIA DIVENTA ZONA GIALLA

La regione Lombardia, da poco diventata "ARANCIONE", domenica 13 dicembre, diventerà "GIALLA". L'autocertificazione per gli spostamenti continuerà a essere richiesta solo di notte, dalle 22 alle 5 del mattino, durante il coprifuoco.

I cittadini avranno la possibilità, così, di muoversi liberamente tra i vari comuni della regione Lombardia e verso le altre regioni "GIALLE". I bar, i pub, le gelaterie, le pasticcerie, le pizzerie e i ristoranti potranno effettuare il servizio ai tavoli, sospeso dal 6 novembre, sino alle ore 18 e continuare l'asporto sino alle 22:00. Rimarrà, invece, vietata la possibilità di consumare cibi e bevande a qualsiasi ora, in qualsiasi luogo e in prossimità dei locali che li vendono.

Il dilemma è, comunque, sempre quello: queste scelte propendono alla tutela della salute dei cittadini o a far ripartire i consumi? Nessuno mette in dubbio che se arrivasse un po' di denaro fresco per le attività in crisi sarebbe solo un bene. La verità è, però, che a evitare di ricominciare a frequentare le succitate attività è proprio una buona parte dei consumatori. I cittadini non sono rassicurati dalle informazioni diffuse dai media. Da un lato gli si comunica che, grazie agli sforzi sostenuti, le possibilità di essere contagiati si sono notevolmente ridotte mentre dall'altro gli si richiede di prestare la massima attenzione visto che il virus è ancora altamente presente. Se i più importanti virologi e immunologi sostengono che è necessario evitare gli assembramenti con le altre persone, la CONFCOMMERCIO, dal suo punto di vista, ritiene che ad alzare le saracinesche sarà solo il 70% dei pub, bar, ristoranti, pizzerie e via dicendo. Il restante 30% è dell'avviso che gli incassi modesti non basterebbero a coprire le spese e che quindi, onde aumentare il deficit economico, è meglio tenere chiuso.

Tutto inutile quindi. Del resto quando non c'è fiducia, quando mancano i giusti punti di riferimento, le situazioni divengono difficili. Forse la soluzione più adatta sarebbe potuta essere quella di lasciare la Lombardia zona "ROSSA" aspettando, per il cambiamento, tempi migliori. 

Flavio Fera 

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