La spada del Pil sul futuro dell'Italia

Care lettrici e cari lettori di VivereMilano, passerò le mie vacanze pasquali sulle colline del Mugello, a Nord di Firenze. E saranno vacanze vere: niente computer. Quindi la rubrica di questa settimana vi farà compagnia per ben due settimane.
Avvicinandosi quindi la fine del mese, vi invito a fare attenzione a una scadenza molto importante che riguarda l'Italia: il prossimo 30 aprile l'Istat (Istituto centrale di statistica) pubblicherà i dati sull'andamento del prodotto interno lordo (Pil) nel nostro paese nel primo trimestre del 2019. Sarà un dato molto importante per capire lo stato di salute della nostra economia. E non solo.
Ma prima di tutto spieghiamo che cosa è il Pil. Il concetto si fa risalire ad Adam Smith, il filosofo scozzese che con l'opera "La ricchezza delle nazioni" del 1776 è considerato il fondatore della moderna scienza economica. Il Pil è il valore di tutti i beni servizi prodotti in uno Stato in un dato periodo di tempo (solitamente un anno solare). Per semplificare, si può dire che ha due componenti principali: i consumi delle famiglie, gli investimenti dello Stato e dei privati (imprenditori e società).
È il principale indicatore a tutt'oggi dell'andamento di una economia. Dopo la grande crisi 2008-2013, il Pil italiano ha mostrato segni di ripresa, chiudendo con il segno positivo per quattordici trimestri consecutivi. Questo è successo sino a giugno 2018. Poi nel terzo trimestre (luglio-settembre) è diminuito dello 0,1 per cento, nell'ultimo trimestre del 2019 è stato negativo dello 0,2 per cento. Con due trimestri consecutivi si entra nella cosiddetta recessione tecnica, che non è ancora ufficialmente crisi. Nell'intero 2018 infatti il Pil italiano è stato di circa 1.750 miliardi, con un aumento dello 0,9 per cento sul 2017.
Il dato che comunicherà l'Istat a fine aprile sarà quindi fondamentale. Per tre motivi.
Primo: se fosse nuovamente negativo, e anche in modo sensibile, si avvicinerebbe la recessione economica vera e propria, con effetti anche sul rating del debito italiano e lo spread (andate a rileggere la  rubrica di un mese fa su questo tema).
Secondo: saremo a quel punto in piena campagna elettorale per le elezioni europee, e certamente il dato influirà su dibattito e risultato.
Terzo: lo intuì quasi due secoli e mezzo fa proprio Adam Smith, quando disse "in economia le aspettative si realizzano". La recessione fa paura, le famiglie non spendono, le imprese non investono. Un cane che si morde la coda. C'è da augurarsi che la primavera, con il bel tempo porti anche a un'inversione di tendenza nell'andamento del pil.
 
Folco Portinari*
 
 
 Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri