LE PERSONE CHE NON SI DIMENTICANO

Maria Ilva (Milva) Biolcati nacque a Goro, in provincia di Ferrara, il 17 luglio 1939, ed è morta a Milano dove viveva da anni il 23 aprile 2021. Per mezzo secolo la bravissima cantante e interprete si è prodigata tra canzoni, teatro, tv, cinema. Non fu solo una cantante, ma anche e soprattutto una interprete raffinata, eclettica, che la portò ad incidere ben 173 album tra quelli registrati in studio o dal vivo, ai quali vanno aggiunte le raccolte antologiche. Nel 1959 Milva partecipa a un concorso di voci nuove indetto dalla RAI, vincendolo arrivand prima su 7600 partecipanti. Due anni dopo sposerà Maurizio Corgnati, regista televisivo che sarà il suo pigmalione, non solo perché molto più anziano di lei (22 anni) ma anche perché la sua grande cultura gli servirà per asservirla alla Cultura con la C maiuscola e a farle prendere coscienza di sé. Due anni dopo nascerà la loro unica figlia: Martina, in seguito divenuta una valente critica d'arte. Poi, nel 1969, Milva decide di separarsi da Maurizio, il quale ne porterà in seguito (a rappacificazione avvenuta) un buon ricordo soprattutto per quanto riguardava la sua bravura artistica. Lo so perché nel 1978, quando lavoravo per la piccola emittente televisiva Tele Nord Italia, Corgnati venne chiamato per dirigere uno dei varietà prodotti dalla modesta Tv ed avemmo così modo di ascoltare dalla sua diretta voce numerosi aneddoti del suo passato di regista RAI, nonché di sentire gli apprezzamenti che non mancava mai di rivolgere alla sua ex moglie. In quello stesso 1969 in cui i due coniugi se separeranno la cantante interpreterà il ruolo di una prostituta nella commedia musicale scritta da Jaja Fiastri "Angeli in bandiera", al fianco di Gino Bramieri, con il quale registrerà in Televisione le due famose commedie musicali di Garinei e Giovannini "Mai di sabato signora Lisistrata" nel 1979 e "Un mandarino per Teo" nel 1971. In questi lavori teatrali l'interprete emiliana non si limita  solo a cantare, ma sa recitare e con valore. Nel 1973 esordisce al Piccolo Teatro di Milano nel capolavoro di Bertold Brecht "L'opera da tre soldi", diretta da Giorgio Strehler e al fianco di Domenico Modugno, Gianrico Tedeschi, Tino Carraro e Giulia Lazzarini, e questo due anni dopo l'uscita del disco "Milva canta Brecht". La cantante fu anche una simpatica oltre che brava conduttrice in vari varietà televisivi, tra i quali si distinse soprattutto in "Al Paradise", al fianco di Heather Parisi e Oreste Lionello. I film invece saranno soltanto 10 distribuiti - spalmati quasi - nell'arco di 33 anni, dal 1962 al 1995.Un arco di trionfo per ciò che riguarda la sua attività di cantante e di attrice teatral-televisiva. Nel 2010 esce il suo ultimo disco: "Non conosco nessun Patrizio", scrittole da Franco Battiato, cantautore unico nel suo genere ma non unico nel palmares di Milva, perché a lui vanno aggiunti Enzo Jannacci ed Ennio Morricone. Sempre nel 2010 annuncia il suo ritiro dalle scene perché sente di non poter più dare al suo pubblico la stessa intensità datagli in passato, e questo tre anni dopo la sua ultima apparizione al Festival di Sanremo con la canzone scritta per lei da Giorgio Faletti "The show must go on". Ma lo show non può sempre andare avanti, perché chi lo interpreta a un certo punto della sua vita fatalmente si fermerà per poi andare indietro. Il grande Eduardo De Filippo, quando nella seconda metà degli anni '70 dovette subire una operazione al cuore culminata con l'installazione di un pacemaker, disse che non avrebbe ripreso a recitare se non gli fosse stato possibile dare al pubblico tutto ciò che sempre gli aveva dato. E infatti continuerà a recitare in teatro e in televisione fino ai primi anni '80, quando aveva compiuto ottant'anni. 
Un'artista come Milva è stata, rappresenta - complici le registrazioni audio e video dei lavori da lei interpretati- la stella che fu, che è e che sarà, con la sua grintosa bellezza che la avvolge con la grazia di una confezione regalo. Il regalo che solo i grandi artisti sanno offrire al loro pubblico di estimatori.   
Antonio Mecca

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