NOTE E DISSONANZE 5

1- Cresciuto nelle case popolari di Milano Ovest, Ahmed Malis da autodidatta riusciva a disegnare con mani prodigiose disegni impressionanti che parevano fotografie. Il Corriere della Sera lo scoprì nel 2016 al Cde Creta del Giambellino, lo fece conoscere al grande pubblico, che si mobilitò per aiutarlo con borse di studio e per permettergli di pagarsi gli studi d'arte. Qualche giorno fa Amed, a 24 anni, si è laureato a pieni voti alla Naba e presentando la sua tesi ha coinvolto i ragazzi della sua periferia. Non è  finito qui. È  uscito  per Giunti il libro sulla sua storia, scritta da Nicoletta Bortolotti: "Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò". I pappagalli verdi fanno sognare terre esotiche, ma richiamano anche bombe a grappolo antiuomo sganciate dagli aerei; il neolaureato sogna invece di disegnare la pace e non la guerra.

(dal Corriere della Sera 1 settembre 2020)


2- Due opinioni diverse sulle vignette di Maometto del  giornale satirico Charlie Hebdo, che scatenarono 5 anni fa, per opera di terroristi islamici, le stragi di 17  persone. Lo stesso giornale ripubblica nella ricorrenza  le medesime vignette su Maometto.

"Non solo non è un reato (disegnare quelle immagini) ma non è affatto una scelta politicamente inopportuna: la decisione di ripubblicare le caricature di Maometto sulla prima pagina di Charlie Hèbdo è un atto doveroso di militanza laica, un gesto in difesa della libertà di stampa, un monito per ricordare agli integralistidi di ogni bordo che lo Stato viene prima della Chiesa, e che se è  possibile ironizzare sulla religione di casa propria, figuriamoci su quella degli altri" (Giovanni Serafini).

"...è  un diritto alla satira ma non all'offesa. Ripubblicare le vignette che gli estremisti islamici ritennero offensive (Ma non  solo  loro, bensì  milioni di persone) risulta non solo poco rispettoso per le vittime, compresi i giornalisti della testata, ma privo di fantasia e tetramente ideologico. Che la libertà  di espressione, tra l'altro, non sia un valore assoluto non lo dimostrano gli estremisti o i loro correligionari più o meno fanatici, ma la realtà  in cui Charlie Hébdo prospera. Infatti,  non siamo tenuti a bada da algoritmi senza volto (o da volti  mascherati da algoritmi) che perseguono senza pietà quel che è considerato sensibile? Il "democraticissimo" instagram a esempio in questi giorni ti segnala alle autorità  se parli di Covid". (Davide Rondoni).



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