PET THERAPY AL TEMPO DEL CORONA VIRUS

Si è molto scherzato con vignette e battute sulla ‘comodità’ dell’avere un cane: in questo periodo di pandemia è una buona scusa per uscire di casa quelle tre/quattro volte al giorno, senza problemi di autocertificazione. C’è chi addirittura, per gioco, ne propone l’affitto a ore…
Ma avere un cane, un gatto, un furetto, che so, o altro morbido peluche vivente, è molto di più. Da decenni si è scoperto il valore terapeutico di un animale, ad esempio con ragazzi autistici, down, disabili in genere o semplicemente in casi di depressione. Ora, in questo terribile periodo di isolamento forzato e di mancanza di relazioni sociali, scopriamo quanto possa essere fantastico poter avere vicino, poter strofinare -senza guanti- o baciare -senza mascherina- un cane o un gatto. E portarlo fuori per una breve passeggiata d’improvviso non sembra più un sacrificio. Dobbiamo tanto a questi compagni pelosi, anche in questi giorni assurdi, e per loro questo periodo è solo un momento fantastico in cui i loro padroni sono stranamente, inspiegabilmente, sempre presenti, e ne godono in modo indicibile.
Si sono presentati però anche dei problemi di una certa rilevanza: alcuni animali sono stati abbandonati nel timore potessero anch’essi trasmettere il virus Covid19, paura senza alcun fondamento. Inoltre ci si interroga sulla fine che possono fare gli animali di persone ricoverate o decedute. Chi baderà a loro?
Leidaa, con i suoi volontari, promette appoggio alle famiglie che denunciano l’impossibilità di occuparsi di questi insostituibili compagni di vita.
Se vi trovate in difficoltà o siete a conoscenza di situazioni problematiche di questo tipo scrivete a segreteria@leidaa.infoo telefonate alla sede locale dell’associazione.

Carola Celani

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