SI CONTINUA A VIVERE A PORTE CHIUSE

Possiamo ancora pensare, parlare, leggere e scrivere

Milano 26 aprile 2020, ancora una giornata chiusi in casa, ognuno stretto nel confine della propria identità, una chiusura che fa soffrire, perché senti che questo limite non è valicabile, questo confine è una muraglia. Vorresti mutarlo in un mare aperto, ma intorno ci sono montagne invalicabili, non vedi possibilità di aperture, eppure vuoi continuare a vivere cercando uno spiraglio, sperando di trovare il mattone vulnerabile che faccia crollare il muro. Ieri è stata festeggiata la festa della Liberazione, ma non è stata una festa per tutti. In molte menti serpeggia ancora l'odio, l'odio per certe etnie, per la libertà di pensiero e di parola. C'è ancora chi ama la tirannia, il potere assoluto, l'odio per la Costituzione. Si torna indietro, verso l'arma del potere tirannico, aiutati anche da coloro che vengono eletti e non sanno governare, privi di cultura e di conoscenza storica e politica. Ed ora si è messo anche lui, questo sconosciuto, arrivato chissà da dove, e penetrato nel nostro corpo, infettandolo e portando molti alla morte. Ma non è come molti dicono una guerra. È una malattia causata da un virus e si riuscirà a bloccare solo con un vaccino. Attendiamo fiduciosi il lavoro della scienza e della ricerca per riuscire a fermare il contagio. Ma nessuno può dirci quando. Rimane solo la speranza.

Samuele Gugliada


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