Spazi

Nel centro e in diversi quartieri di Milano resistono i circoli ex combattenti e reduci. Possono essere considerati anacronistici, ma intanto sono luoghi storici e offrono occasioni di aggregazione non solo degli anziani, ma di famiglie intere  e persone di ogni età.  Vi  si praticano incontri con aperitivi, cene, giochi e sport, conferenze e altre attività e i tanti frequentatori vi trovano atmosfere  distensive fuori dal caos cittadino, buon cibo economico, musica,ballo, gioco del biliardo, calcio balilla, bocce e altro ancora. Insomma chi vuol divertirsi e passare tempo sereno qui si trova a suo agio. Inevitabilmente è disattesa la vocazione originaria di questi circoli poiché l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCI ) cui fanno parte  si propone di tutelare i diritti degli ex combattenti, di promuovere il culto dei Caduti e della patria, la difesa dei valori democratici; dopo più di settant’anni dall’ultima guerra c’e poco da rivendicare diritti di ex reduci, più attuale e perseguibile la strada della promozione dei valori democratici e sociali e dell’apertura alle nuove generazioni. È ciò che ben comprese Nunzio Taccardi, quando dieci anni fa iniziò a gestire il Circolo Ex Combattenti e Reduci dei Bastioni di Porta Volta 23 decidendo di imprimergli una svolta. Infatti incominciò ad aprire il locale soprattutto ai giovani grazie anche alla bellezza del luogo e alla sua lunga storia: nel giardino c’è un glicine secolare, e qui stesso aveva sede il primo circolo nato dopo la fine della Prima Guerra mondiale. L'incontro con le nuove generazioni  è stato promosso con i soci di vecchia data, tra cui il novantenne Armando, che vedeva nel contatto con la gioventù una fonte di felicità. La svolta fu accelerata anche dalla minaccia del Comune di Milano di abbattere la Porta  per costruire nuovi edifici e dalla lettera di forte opposizione allo stesso Comune del 95enne Colombino, in cui definiva il circolo “la mia casa che non potete togliermi”. Da allora la sede dell’ex dazio di Porta Volta  si consolida come un punto di aggregazione cittadina, in cui s’incontrano diverse età, differenti culture, congiungendo le due anime, quella moderna e quella tradizionale piena di memoria. Il luogo è interessante da visitare almeno una volta per una birra, un drink, un pasto da trattoria, per giocare a ping pong o per ascoltare un concerto dal vivo. Nei tempi normali, fuori dall’attuale pandemia, la strategia dell'apertura del locale dalla mattina alla sera ha dato i suoi frutti: tanti giovani della vicina movida si sono avvicinati al circolo, hanno cominciato a frequentarlo assiduamente, si sono appassionati alla sua storia e un centinaio di questi si sono iscritti. Tra ragazzi e ragazze il più giovane avrà 27-28 anni. “Siamo molto soddisfatti - ha ammesso Taccardi - anche perché le quote rosa sono in aumento e sono arrivate al 30%”. Oggi Il nuovo presidente molto giovane ha 43 anni, il consiglio è composto da 4 persone e un presidente onorario anziano. Il circolo propone un menù tipicamente milanese e talvolta piatti di altre tradizioni regionali. Ora si aspetta il via libera per gli eventi. Da quattro anni si svolgeva la presentazione “Musica, poesie e video” oltre alla serata “Parole note”. Si presentavano libri e serate musicali di ogni genere, soprattutto di swing che piace molto al pubblico più giovane. Ogni  anno un generale dell'esercito trattava un argomento sulle guerre a una platea di 40-50 persone. È importante sapere che l'ingresso è consentito a tutti per fare un drink, un pranzo, una cena, quattro chiacchiere, ma con la richiesta di tesseramento per obbligo di legge. Questo modello di  aggregazione cittadina è esportabile in altri luoghi della città, specialmente presso gli ex caselli daziali presenti  in  Milano collegati alle undici porte storiche. Per il momento gran parte di questi caselli  trovano spazio associazioni, esercizi commerciali o di ristorazione, i cui contratti scadono quasi per tutti entro la fine dell’anno. Risultano liberi solo  due caselli di Piazzale Clotilde e l'altro  di Porta Volta 22, che ha ospitato tra il 2018 e il 2019 il Comitato per il Raduno nazionale degli ex Alpini. Per i tre caselli il Comune di Milano ha bandito delle gare per valorizzare questi monumenti storici  e affittarli a imprese di eccellenza, da cui ricavare il massimo profitto. Ma perché escludere nei futuri bandi una esperienza altamente sociale simile a quella intrapresa dal circolo di Porta Volta, anche se meno attrattiva per le casse comunali?

Luciano Marraffa

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