TRE UOMINI IN BARCA - Jerome K. Jerome

La letteratura universale
a cura di Antonella Di Vincenzo

INCIPIT
Eravamo in quattro: Giorgio, Guglielmo Samuele Harris, io e Montmorency. Seduti nella mia stanza, si fumava e si parlava di come stessimo male… male, intendo, rispetto alla salute. Ci sentivamo tutti sfiaccati e ne eravamo impensieriti. Harris diceva che a volte si sentiva assalito da tali strani accessi di vertigine, che sapeva a pena che si facesse; e poi Giorgio disse che anche lui era assalito da accessi di vertigine e appena sapeva anche lui che si facesse. Io poi avevo il fegato ammalato. Sapevo di avere il fegato ammalato, perchè avevo appunto letto un annuncio di pillole brevettate nel quale si specificavano minutamente i vari sintomi dai quali il lettore poteva arguire d’avere il fegato malato. Io li avevo tutti.

FINIS
— Bene — disse Harris, sporgendo la mano al bicchiere — abbiamo goduto delle belle gite, e i miei cordiali ringraziamenti al vecchio padre Tamigi… ma credo che abbiamo fatto bene a dargli il benservito a tempo. Ecco tre uomini felici fuori della barca! E Montmorency, ritto sulle gambe di dietro, innanzi alla finestra, emise un breve latrato, certo per unirsi al brindisi.