UNA DIVINITÀ NELL'OLIMPO DELLA MUSICA LEGGERA

L'inimitabile voce di una straordinaria cantante

Questa nostra attualità, ben raffigurata dal dipinto "L'urlo" di Munch, dove un uomo si prende la testa fra le mani esprimendo un terrore acuto che pare perforargli le tempie. Ma noi ora volgiamo la nostra testa verso una ex urlatrice che da sempre è denominata la tigre di Cremona, una tigre che era una gattona bella e piacevole da vedere oltre che da ascoltare. Pur essendo nata il 25 marzo 1940 a Busto Arsizio, quando aveva tre anni i suoi genitori, originari di Cremona  vi tornarono, facendo crescere la loro figlioletta nella città delle tre "T". Qui la bambina visse gli ultimi terribili anni di guerra. Vivrà poi i colorati anni '50 che con la loro voglia di vivere quelle emozioni che la guerra aveva smorzato produssero nel campo della moda, del cinema rinato e della TV neonata un fermento che porterà il Paese al boom da tanti ancora ricordato. La musica leggera fu tra queste manifestazioni, mise al fianco di già collaudati cantanti anche giovani rampanti che davano voce con la propria, a quella della massa giovanile, ansiosa di vivere come tutti i giovani e di manifestare tramite terzi la propria presenza nella Società. Anna Maria Mazzini detta Mina (anche se di recente pare che la cantante abbia affermato che Mina è il suo nome unico) esordisce nell'estate 1958 sul palco della Bussola di Marina di Pietrasanta, esibendosi al termine della serata che aveva per protagonista il cantante Marino Barreto. Il successo che riscosse fu tale che dopo una settimana Mina si propone come voce a un gruppo musicale denominato "Happy Boys". Per cui il 23 settembre eccola esibirsi insieme a due più stagionati cantanti: Natalino Otto e Flo Sandon's. Il suo primo manager la ribattezza - chissà perché - Baby Gate, cioè piccolo cancello, e le fa incidere due 45 giri contenenti ciascuno due canzoni, i quali separatamente supereranno le 100.000 copie di vendita. In uno di questi è presente il brano "Nessuno", che che la ancora giovane Wilma De Angelis aveva eseguito in maniera tradizionale mentre la più giovane cantante cremonese aveva reinterpretato in maniera sincopata.
Da cosa nasce cosa, per cui la TV non poteva lasciarsi sfuggire questo nuovo personaggio, che fa la sua prima apparizione il primo marzo 1959 a "Lascia o raddoppia?", mentre il 4 aprile dello stesso anno interviene a "Il Musichiere". L'anno dopo interpreterà la canzone "Tintarella di luna", che si classificherà nella Hit Parade, e la delicata "Il cielo in una stanza", di Gino Paoli. Nel 1961 eccola a Sanremo con "Le mille bolle blu", musica di Carlo Alberto Rossi, autore anche della celebre e giustamente celebrata "E se domani", da lei portata al successo di lì a poco. Nel 1963 rimane incinta dall'attore Corrado Pani, il quale essendo ancora sposato contribuirà a suscitare scandalo nell'Italietta di allora, tanto perbenista quanto ipocrita. Così la RAI la metterà in quarantena (anche allora) per un anno. Dopo di allora e per tutto il decennio dei Sessanta la giovane e bella Mina parteciperà a tre edizioni della mitica trasmissione "Studio Uno", a "Canzonissima 68", a "Senza Rete", parallelamente a video pubblicizzanti vari prodotti e a qualche film. Ma è la canzone a regnare sovrana in quella repubblica post monarchica che l'Italia è diventata, eleggendola regina della musica leggera italiana. Saranno ben 1500 le canzoni da lei interpretate, per un totale di vendite di 150 milioni di copie. Dopo tanto lavoro Mina deciderà: nel 1974, di porre fine alle sue partecipazioni televisive con il grande varietà "Mille luci", al fianco di una bella e vivace Raffaella Carrà e con la robusta regia di Antonello Falqui, mentre  la sua figura toccherà l'apice della magrezza perché già da anni il suo fisico sarà altalenante tra un corpo florido e un corpo troppo magro, fino poi ad esplodere nella fine degli anni '70. Nel 1978: a distanza di vent'anni esatti dalla sua prima apparizione in pubblico, sempre alla Bussola darà l'addio alle sue esibizioni canore. Evidentemente l'ago della sua personale bussola le dava come indicazione il nord inteso come Svizzera, proprio dove la cantante finì per stabilirsi e: dopo altri vent'anni, tornando magra e bella, testimoniato questo dai video apparsi a corredo delle sue nuove canzoni nel 2001. Altri vent'anni sono trascorsi da allora, ma la cantante regina incontrastata della musica leggera italiana ha continuato a produrre in media un disco all'anno, il più recente dei quali scritto da un altro grande: Ivano Fossati. Pur se la sua voce è ovviamente mutata dalla freschezza iniziale a quella del suo periodo migliore relativo agli anni '60-'70, rimane sempre il suo intenso timbro. Un timbro che rappresenta il via libera per una spedizione autorizzata nell'Olimpo della musica.  

Antonio Mecca

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