UNA DOMENICA ORDINARIA

Una domenica come le altre. Nel pomeriggio abbiamo deciso di fare una passeggiata nel verde del nostro quartiere. Verso le 15,30 da piazza Portello ci inoltriamo nel parco che ora si chiama Parco Industria Alfa Romeo, ma forse dai milanesi riconosciuto semplicemente come il parco del Portello. È  un'interessante zona verde di 65.000 metri quadrati che sempre più apprezzano i milanesi del nord-ovest. Si trova su un'area dismessa dove sorgevano le officine dell'Alfa Romeo. Al suo progetto hanno contribuito gli architetti Andreas Kipar e Charles Jencks. Chi ha curiosità può godere di questo parco non solo sotto l'aspetto paesaggistico ma anche culturale in quanto nel parco si celano anche temi concettuali come lo scandire dei tre movimenti: Preistoria. Storia, Presente. Nell'attraversare il parco ci muniamo delle mascherine e incontriamo tanta gente per lo più con le mascherine alzate o sotto il mento: giovani coppie, bambini, persone  di mezza età. Gli over 65 si concentrano nei pressi del campo boccia. Arriviamo a un piccolo  giardino chiuso chiamato "Time Garden" o "Giardino del Tempo", marcato da un percorso a scacchiera, dove sono indicati su tessere bianche e nere i 365 giorni dell'anno e su altri elementi i mesi e richiami legati al tempo, passando per  le 4 stagioni e i più  importanti eventi dell'universo. 

In questa zona incontriamo due gruppi allegri di latino-americani che si ricreano con musica e banchetti, con  discrezione per non disturbare i vicini seduti sulle panchine accanto. Usciti dal giardino  passiamo dal parco giochi dove si divertono i bambini sotto lo sguardo vigile dei genitori rilassati. Subito dopo si rivela uno specchio d'acqua contornato da panchine con persone in conversazione. Possiamo continuare a percorrere il resto del parco, ma non  ce la sentiamo di raggiungere la cima più alta, una vera e propria collinetta che da lontano sembra un cono gelato ribaltato. Lassù in alto, avendola  vista altre volte, si nota una scultura che rappresenta l'elica del DNA e si gode di un'ottima veduta della città. Quindi raggiungendo il terminale del parco  attraversiamo un ponte su Viale A. De Gasperi, la direttrice che porta alle autostrade nord. Da qui dopo pochi metri siamo al Parco Monte Stella, noto anche a Milano come la Montagnetta di San Siro. Ha un superficie di 370.000 mq. costruito nei primi  anni del dopoguerra con gli accumuli di macerie dei bombardamenti di Milano. Si innalza fino a 50 metri  dal piano della città. La gente, abbastanza numerosa, è distribuita un po’ ovunque: chi si si ristora sotto la frescura degli alberi di diversa specie, chi isolato, chi in compagnia, qualche coppia romantica in vena di confidenza, chi transita per arrivare alla cima o in cerca di altro luogo più adeguato. Arriviamo al Giardino dei giusti, dove di sfuggita ci soffermiamo a guardare alcuni ceppi col nome di uomini e donne che hanno dedicato e sacrificato la loro vita per una causa civile o per i diritti dell’uomo. Qui incontriamo quattro aderenti dei City Angels col basco blu e la giubba rossa, presenti  forse per segnalare ai passanti un luogo di rispetto e di memoria. Arriviamo anche noi alla cima dove apprezziamo un'invidiabile veduta sulla metropoli. Altra gente a godere lo sguardo su Milano, qualcuno  è soffermato a leggere o a usare il tablet, qualche altro è intento a  prendere il sole in tenuta balneare. Scendiamo da Monte Stella e risaliamo verso il Parco Alfa Romeo, dove la vegetazione ci appare ancora più rigogliosa dopo i temporali dei giorni scorsi. Mi viene anche in mente che in questo parco la stessa vegetazione concorre a scandire lo scorrere del tempo attraverso le  forniture stagionali di piante che poi fioriscono. Ripassiamo dal parco giochi dove i bambini non intendono lasciare i loro divertimenti e infine dal Giardino del Tempo mentre i due gruppetti di latino-americani cominciano a smobilitare. Guardo l'orologio, mi accorgo che sono le 19,30, in effetti da tre ore siamo in cammino. È tempo di avviarsi verso l'uscita dal parco. E infatti anche tante altre persone pensano la stessa cosa e prendono la via dell’uscita, contenta, si spera, di un pomeriggio rilassante.

Luciano Marraffa

 

 

 

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