UNA VITA SEMPLICE PROFONDAMENTE UMANA

E una musica popolare che avvolge e conquista

L'estate è quasi per tutti sinonimo di mare, e il mare sinonimo di vita. Lo scrittore francese Sanantonio così scriveva in un suo romanzo del 1957 ambientato a Cervia, descrivendo i bagnanti: "Felici di vivere, di farsi arrostire il lardo al sole, fieri di esibire al popolo il loro grasso contemporaneo. Perché non gli viene neanche in mente, a quei poveri coniglioni da riproduzione, che sono fugaci come i castelli di sabbia che si affannano a costruire i loro mocciosi in riva al mare! Il sole, il mare, l'immobilità fanno credere a una sorta di immobilità eterna, di immortalità. E loro ci credono, si illudono".
 Questa illusione viene accentuata anche dalla musica che si ha occasione di ascoltare diffusa dagli altoparlanti in spiaggia, sul lungomare. Note che possono procurare a chi le ascolta gioia, eccitazione, emozione, speranza, malinconia. La musica per eccellenza delle località marine "Romagna in primis" è sempre stata quella del liscio.
Il rappresentante numero uno Raoul Casadei, che a partire dagli anni Sessanta toccando il suo vertice nel vortice dei Settanta, è stato il volto pulito di quell'epoca che a ritroso viene considerato felice, passando lo schiacciasassi della nostalgia anche sui crimini orrendi lì prodotti che vengono di conseguenza spianati e appianati dalle pesanti ruote del mezzo asfaltatore.
Raoul era nato il 15 agosto 1937 a Gatteo, paese a trenta chilometri da Forlì, nipote di Secondo Casadei al quale si deve la nascita dell'orchestra di liscio e della canzone cardine che ha consentito di aprire una porta sul mare e sulla gente di Romagna: "Romagna mia", appunto. Si diplomò maestro elementare, come Leonardo Sciascia, e come lui insegnò nelle scuole primarie: 17 anni, per quanto lo riguarda. Trasferito per tre anni in Puglia, una delle più belle regioni del nostro Sud, fu qui che conobbe una collega della Campania che poi sposerà e dalla quale avrà tre figli. Quando nel 1971 lo zio Secondo morì, Raoul abbandonerà l'insegnamento dedicandosi anima e corpo e soprattutto cuore (come la bella canzone di Pino Daniele "Anema e core") all'orchestra girando tutta l'Italia dove terrà anche 365 concerti l'anno! Si cimenterà pure nella composizione, tra le cui sue canzoni ci saranno le celebri "Ciao mare", "Simpatia", "La mazurka di periferia". Nel 1980 preferisce ritirarsi dal palcoscenico come una bassa marea dalla spiaggia, per gestire la sua orchestra dietro le quinte. Dotato di buonumore ed empatia Raoul Casadei ha rappresentato per tanti anni l'anima vera della Romagna più autentica, questa terra meravigliosa per la dolcezza del suo paesaggio e la simpatia della sua gente: laboriosa e vogliosa di lavorare, amante della buona tavola e delle belle persone. La sua musica semplice ci induce a ricordare che l'essere umano quando non scavalca i parametri che da sempre lo caratterizzano è di animo semplice e piacevole, e sa godere di ciò che la natura gli ha accordato. Le sue note e gli accordi suonati con gli strumenti più classici per una musica del sentimento ci accompagneranno per molti anni ancora. Raoul Casadei, morto a Cesena il 13 marzo di quest'anno a causa del Covid, questa maledetta epidemia che molti ancora si ostinano a paragonare a una semplice influenza. 
Il musicista ha vissuto per anni a Cesenatico, località vacanziera vicino al suo amato mare e alla cittadina di Bellaria nella quale trascorse l'infanzia e la prima giovinezza Raffaella Carrà, emiliana-romagnola che seppe portare la vitalità della sua terra davanti alle telecamere del nostro Paese il quale ha saputo restituirle l'amore e l'affetto da lei elargito. Raoul Casadei ha infuso nelle sue canzoni, per un totale di 64 album, la gioia di vivere e di essere umani, la semplicità dell'esistenza che sa gareggiare con il calore della sua terra tramite il calore del proprio cuore, che non ustiona come il primo ma riscalda e rinsalda nell'amore e nell'amicizia.
Antonio Mecca

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