IL CORONAVIRUS VISTO DAI BAMBINI

La poesia scritta dal piccolo Diego

In questi tempi difficili lo sguardo dei bambini sulla realtà riesce a essere sorprendente.

I bambini a casa per effetto della chiusura delle scuole eseguono a distanza i compiti assegnati.

Uno può essere scrivere una filastrocca. E allora capita che il piccolo Diego, che frequenta la prima media in quel di Ortueri (Nuoro), la dedichi al coronavirus.

La intitola "Etciù":

“Etciù! Basta uno starnuto

e tutti scappan via,

un bacio o una carezza

e dritti in farmacia.

Ti chiamano corona

ma tu non sei un re,

sei un virus prepotente

che non vale un granché.

Dicevano ‘in Sardegna non arriverà’

e invece, guarda un po’, eccoti qua!

Fai un po’ paura ma forse non sai

che lotteremo finché non sparirai.

E anche se non è più carnevale

una mascherina dobbiamo indossare.

Pensiamo all’igiene e ci laviam le mani

e cerchiamo anche di stare lontani.

Facciamo di tutto per non farci acchiappare

e tu, virus, non riuscirai a infettare.

La nostra Italia si salverà

e un bel lieto fine ci sarà”.

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