A Palazzo Reale la mostra di Claude Monet - 1

50 opere provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi

Dal 18 settembre, a inaugurare la stagione autunnale di Palazzo Reale, arriva l'attesissima esposizione dedicata al più importante rappresentate dell'Impressionismo: Claude Monet.
Promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, la mostra è curata da Marianne Mathieu ed è realizzata in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, da cui proviene l'intero corpus di opere, e con l'Académie des beaux-arts - Institut de France.
L'esposizione rientra nel progetto museologico ed espositivo "Musei del mondo a Palazzo Reale" nato con l'intento di far conoscere le collezioni e la storia dei più importanti musei internazionali.

Le sale di Palazzo Reale accoglieranno il pubblico con 53 opere di Monet, tra cui le sue "Ninfee" (1916-1919), "Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi" (1905) e "Le rose" (1925-1926), la sua ultima e magica opera: un prestito straordinario non solo perché riunisce alcune delle punte di diamante della produzione artistica di Monet, ma anche per l'enorme difficoltà di questo periodo nel far viaggiare le opere da un Paese all'altro.

Il percorso cronologico ripercorre l'intera parabola artistica dell'artista attraverso le opere che egli stesso considerava fondamentali, private, tanto da custodirle gelosamente nella sua abitazione di Giverny senza mai venderle.

Il Musée Marmottan Monet – la cui storia è raccontata nel percorso della mostra – possiede il nucleo più grande al mondo di opere di Monet, frutto di una generosa donazione di Michel, suo figlio, avvenuta nel 1966 verso il museo parigino – che prenderà proprio il nome di "Marmottan Monet".

Suddivisa in 7 sezioni e curata da Marianne Mathieu - storica dell'arte e direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi – l'esposizione introduce quindi alla scoperta di opere chiave dell'Impressionismo e della produzione artistica di Monet sul tema della riflessione della luce e dei suoi mutamenti nell'opera stessa dell'artista, l'alfa e l'omega del suo approccio artistico.

Dando conto dell'intero excursus artistico del Maestro impressionista, a partire dai primissimi lavori che raccontano del nuovo modo di dipingere en plein air e da opere di piccolo formato, si passa ai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville e delle sue tante dimore.

È il mondo di Monet, con le sue corpose ma delicatissime pennellate e con quella luce talvolta fioca e talvolta accecante che ha reso celebri capolavori come Sulla spiaggia di Trouville (1870), Passeggiata ad Argenteuil (1875) e Charing Cross (1899?1901), per citarne alcuni. Ma non solo. Verdeggianti salici piangenti, onirici viali di rose e solitari ponticelli giapponesi; monumentali ninfee, glicini dai colori evanescenti e una natura ritratta in ogni suo più sfuggente attimo.

LA MOSTRA
La mostra si apre introducendo i visitatori in una sala, allestita con mobili originali del periodo napoleonico, che vuole essere un omaggio a Paul Marmottan, il fondatore del Musée Marmottan Monet, da cui provengono le opere esposte. Appassionato studioso del primo Impero, Paul Marmottan raccolse durante la sua vita testimonianze eterogenee di quel momento della storia d'Europa che considerava una finestra aperta sulla modernità. La sua collezione di opere d'arte, libri, medaglie, stampe, almanacchi, documenti e cimeli del periodo napoleonico era conservata in sale arredate in stile impero e decorate con nicchie e sculture marmoree secondo i criteri neoclassici. Marmottan curò personalmente ogni dettaglio dell'arredamento e, per sua volontà, l'assetto delle sale rimase tale quando, dopo la sua morte, il palazzo e le raccolte passarono in eredità all'Académie des beaux-arts perché ne facesse un museo aperto al pubblico.

Cultore delle vicende legate alle residenze imperiali, tra cui Palazzo Reale di Milano, affidò gli esiti delle sue ricerche ad articoli pubblicati su riviste specialistiche, recuperando da Archivi istituzionali e da fondi privati documenti che oggi costituiscono una fonte importante di informazione per gli studiosi e i ricercatori.

La mostra si apre quindi con richiami alle origini del Musée Marmottan Monet che, nel corso del Novecento, ha incrementato le collezioni tramite rilevanti donazioni di opere impressioniste, tra cui spicca la raccolta donata da Michel, figlio di Claude Monet.

La ricerca e gli studi condotti dalla Direzione di Palazzo Reale per l'allestimento di questa sezione della mostra si inseriscono in un progetto più ampio di recupero della memoria e di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Palazzo Reale.

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