Bandiera a mezz’asta a Palazzo Marino

Colombo: “Simbolo dell’impegno di Milano per la sicurezza e il rispetto di tutte le donne”. Rabaiotti: “Promuoviamo iniziative di sensibilizzazione e azioni concrete per far emergere le richieste di aiuto”. Oltre mille nuovi contatti con la rete antiviolenza nei primi sei mesi del 2020

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, domani la bandiera civica a Palazzo Marino verrà esposta a mezz’asta.  
“Un segno di lutto per le vittime di femminicidio, per esprimere solidarietà alle loro famiglie - ha detto Daria Colombo, delegata del sindaco per le Pari opportunità di genere - ma anche un simbolo dell’impegno della nostra città per la sicurezza e per il diritto al rispetto di tutte le donne. Milano ha fatto da capofila in questa scelta e l’esempio è già stato seguito negli anni da molti importanti comuni italiani riuniti nel ‘Patto dei comuni per la parità e contro la violenza di genere’, lanciato nella nostra città l’8 marzo 2018”.

Domani, alle ore 17, sulla pagina webtvradio ‘InComune’ del sito istituzionale del Comune di Milano, Daria Colombo condurrà un colloquio con Fabio Roia, magistrato da sempre al fianco delle donne contro la violenza, e con Miriam Pasqui, responsabile della Rete Antiviolenza del Comune. L’intervista, nell’ambito della rubrica settimanale “Milano. L’altro sguardo”, dedicata ad affrontare temi sociali dal punto di vista femminile.

L’impegno di Milano  

Sono 1.076 le donne che, nel primo semestre del 2020, si sono rivolte alla rete antiviolenza del Comune di Milano e sono state supportate nel percorso di fuoriuscita dalla violenza. Di queste, 760 sono entrate in contatto per la prima volta con uno dei nove Centri antiviolenza presenti in città, con una riduzione del 24% (rispetto all’anno precedente) delle richieste di aiuto nei mesi di marzo e aprile: dato che è dovuto alla maggiore difficoltà per le donne che subiscono violenza, spesso costrette in casa con i loro maltrattanti, di chiedere aiuto durante il lockdown. In quello stesso periodo si è invece intensificato (+36%) il lavoro delle operatrici dei centri che hanno affiancato e sostenuto le donne già in carico.
La maggior parte delle donne intercettate (oltre 670) ha un’età compresa tra i 20 e i 49 anni, ma il numero è significativamente alto anche nella fascia tra i 50 e i 69 anni (circa 220). Le donne che hanno subìto maltrattamenti e violenza domestica sono, nel 62% dei casi, italiane e quasi sempre la violenza subita è di tipo psicologico (circa 800) o fisico (oltre 600), anche se non mancano i casi di violenza di tipo economico (oltre 200), sessuale (oltre 150) e stalking (oltre 100). Molto spesso si sovrappongono e coesistono diversi tipi di soprusi. Nel 75% dei casi i maltrattanti sono mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi, partner o ex partner.
A queste ragazze e a queste donne le strutture convenzionate con il Comune hanno offerto accoglienza, ascolto attraverso colloqui telefonici o in sede, assistenza sanitaria, legale, consulenza psicologica o psichiatrica, facilitando in molti casi la loro presa in carico da parte dei Servizi sociali. Inoltre, 57 donne seguite dai centri antiviolenza sono state ospitate delle nove case rifugio convenzionate con il Comune di Milano.
“Il Comune di Milano - ha commentato l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti - è in prima fila nella lotta alla violenza di genere. Le attività che da anni mettiamo in campo, investendo risorse per oltre un milione di euro, puntano da un lato a promuovere la sensibilizzazione e l’informazione delle cittadine e dei cittadini su questi temi e, dall’altro, al supporto di progetti concreti e della rete cittadina delle Case rifugio e dei centri antiviolenza. Uno sforzo che l’Amministrazione e la rete hanno intensificato durante il lockdown quando le case rifugio della rete si sono impegnate a continuare ad accogliere le donne in difficoltà assicurando spazi adeguati per le quarantene. Ci impegneremo ancora di più per far emergere le richieste di aiuto e abbattere il muro della diffidenza e della paura che spesso ci troviamo davanti in questi casi”.
Proprio allo scopo di fornire alle donne le informazioni necessarie per chiedere aiuto, è nato il sito della Rete Antiviolenza del Comune di Milano, operativo da domani, mercoledì 25 novembre. Collegandosi all’indirizzo www.reteantiviolenzamilano.it sarà possibile conoscere le iniziative della rete, le realtà che ne fanno parte e individuare i centri e i recapiti sulla mappa della città.
La Rete antiviolenza realizzerà un intervento specifico a supporto delle donne straniere, per le quali le difficoltà sono spesso accentuate dalla mancata conoscenza della lingua, dei servizi e dei propri diritti, oltre che dall’isolamento nel quale spesso vivono.  La Rete propone dunque un incontro di approfondimento e di formazione rivolto alle mediatrici culturali sensibili al tema.
L’incontro, gratuito, si svolgerà venerdì 27 novembre, dalle 9 alle 11 sulla piattaforma Zoom. Le iscrizioni al corso verranno accolte entro domani, compilando il modulo di partecipazione.

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