IL LAVORO AGILE PROMOSSO DAI DIPENDENTI DEL COMUNE

Un'opportunità di crescita anche se penalizza la socialità e va
conciliato con il diritto alla disconnessione

Emergenza Covid-19 e smart working modificano la percezione del lavoro
nella Pubblica Amministrazione. Per l’85% dei dipendenti è stata
un’occasione per sperimentare un nuovo modo di approcciarsi al lavoro
e per il 72,5% questa esperienza ha favorito e agevolato
l'acquisizione di nuove competenze. Il 66,8% ritiene che la propria
produttività sia rimasta uguale al lavoro svolto in presenza e il 30%
di questi dichiara che è addirittura aumentata. Non mancano certo
alcuni aspetti da migliorare: il 44% percepisce la mancanza di
contatto e socializzazione con i colleghi e il 37,3% denuncia la
mancanza di dispositivi adeguati. Sono questi alcuni dei dati emersi
dalla ricerca condotta dall’Amministrazione sul Lavoro Agile
Straordinario (LAS) svolto dai dipendenti del Comune di Milano e
presentata alla stampa dagli assessori Cristina Tajani, Roberta Cocco
e Lorenzo Lipparini e commentata da Maurizio Del Conte, professore di
Diritto del Lavoro dell'Università Bocconi.

“I dati della ricerca premiano il positivo lavoro fatto
dall'Amministrazione, già prima dell’emergenza Covid, sia in termini
di innovazione tecnologica che di riorganizzazione dei processi
lavorativi - ha dichiarato l’assessora Cristina Tajani. - L’esperienza
pregressa ha garantito l’efficienza dell’ente in emergenza e il
repentino passaggio, senza particolari criticità, dai soli 321
lavoratori in smart working all’inizio dell’anno agli oltre 7.000
degli ultimi mesi. Il Lavoro Agile, che non può essere la modalità
esclusiva di prestazione del lavoro, è ormai imprescindibile per una
moderna amministrazione pubblica in grado di rispondere alla necessità
dei dipendenti e degli utenti coniugando risultati, efficienza e
flessibilità per conciliare vita lavorativa e familiare. Abbandoneremo
man mano la modalità del Lavoro Agile Straordinario che ha
accompagnato questi mesi ma non gli insegnamenti tratti e le nuove
attitudini organizzative che valorizzano il risultato, il lavoro per
obiettivi, la conciliazione”.

"Lo smart working è stato fondamentale in questo periodo di emergenza
per garantire ai cittadini la continuità dei servizi - commenta
l'assessora alla Trasformazione digitale e Servizi Civici Roberta
Cocco -. Grazie al progressivo sviluppo dell'infrastruttura
tecnologica in questi ultimi 4 anni siamo riusciti a reagire
tempestivamente alle richieste di smart working dei dipendenti,
riuscendo ad attivare anche 100 virtual desktop in meno di un'ora.
Inoltre, il Lavoro Agile ha permesso ai dipendenti dell'area Servizi
al cittadino di lavorare circa 24mila pratiche da remoto, azzerando
così le richieste rimaste in sospeso e riducendo fortemente i tempi di
attesa per l'evasione delle nuove pratiche".

"La ricerca svolta è molto importante - ha sostenuto Maurizio Del
Conte, professore di Diritto del Lavoro dell’Università Bocconi -

perché ci restituisce un monitoraggio puntuale delle reazioni dei
lavoratori a un cambiamento organizzativo improvviso e con un impatto
senza precedenti. Naturalmente i dati vanno valutati tenendo conto
della eccezionalità del contesto nel quale è maturata questa
esperienza che ha certamente influenzato alcune risposte. Il risultato
dell'indagine sarà prezioso per migliorare ulteriormente il modello di
Lavoro Agile del Comune di Milano in chiave di miglioramento della
produttività e, conseguentemente, dei servizi ai cittadini, della
qualità dell'ambiente di lavoro e dell'impatto sulla mobilità locale”.

La ricerca ha coinvolto 5.795 dipendenti comunali sugli oltre 7.300
che hanno sperimentato il Lavoro Agile dal 9 marzo ad oggi in
occasione della fase 1 e fase 2 dell’emergenza sanitaria su un totale
di circa 15mila complessivi (tra i quali 3.500 sono insegnanti e 3.500
Polizia Locale). L'indagine è la prima analisi del genere condotta su
un campione più che rappresentativo. Hanno risposto alla survey in
prevalenza le donne (65% dei partecipanti). Dato sostanzialmente in
linea con la popolazione comunale attualmente in LAS (60%F - 40%M) e
con la prevalenza del genere femminile del personale dipendente. Il
41% svolge un lavoro di tipo amministrativo, di staff o gestionale
all'interno della macchina amministrativa, mentre il 13% attività di
controllo del territorio e Polizia locale; l’11% svolge attività
tecnica; il 6% di coordinamento e controllo; il 5% nella cultura; un
altro 5% è attivo nel front office e ancora un 5% nell’ambito
socioassistenziale.

Se è possibile tracciare un profilo prevalente del Lavoratore Agile
Straordinario, si tratta di lavoratore di sesso femminile, di età
compresa fra i 36 e 55 anni che svolge attività amministrativa, di
staff o gestionale.

Significativo il grado di soddisfazione espresso dai dipendenti che
hanno risposto all'indagine e che risulta decisamente alto, in tutte
le direzioni dell’Amministrazione: in una scala da 0 a 10, la media
risulta pari a 7,7 e per nessuna direzione è inferiore a 6. Il grado
di soddisfazione risulta inversamente proporzionale all'età del
singolo lavoratore. Sono i più giovani quelli che apprezzano
maggiormente il Lavoro Agile e la possibilità di cimentarsi in
processi digitali che consentono di ottimizzare il tempo lavorativo
avendo così maggior tempo libero da dedicare a se stessi.

Se il 72,5% dichiara di aver vissuto lo smart working come occasione
di crescita delle proprie competenze e capacità, il 91% ha sviluppato
una maggiore abilità informatica e tecnologica; il 63% dichiara di
aver visto incrementare le proprie conoscenze tecniche e organizzative
per la propria mansione. Per l’80,9% infine rilevante è stata anche la
possibilità di “continuare a sentirsi parte attiva nelle attività
dell’Ente” e per l’80,1% il confrontarsi e rapportarsi in maniera
positiva con il proprio gruppo di lavoro.

Non mancano certo le criticità e aspetti sui quali l’Amministrazione
dovrà intervenire. Significativa infatti è stata la segnalazione di un
accumulo di stress derivante dalla mancanza di una netta distinzione
fra tempo di lavoro e tempo di vita, che apre il tema del diritto alla
disconnessione soprattutto nella forma intensiva dell’home working
dispiegata durante il periodo del lockdown e della permanenza a casa.

La ricerca ha fatto emergere anche alcuni auspici da parte dei
dipendenti. Oltre il 34% spera che il Lavoro Agile possa essere una
modalità operativa sempre più presente anche dopo l'emergenza
Covid-19, con modalità non continuativa, ma alternata al lavoro in
sede. Una dimensione che per il 6% dei lavoratori significa anche
ripensare il proprio ambiente domestico (dotandosi di una postazione
di smart working) che si condivide con il nucleo familiare.

La tendenza positiva rappresentata dallo smart working è confermata
anche dai dati elaborati dalla direzione Siad del Comune di Milano:
5.172 postazioni virtuali per lavorare da casa, oltre 48mila le
riunioni svolte in videoconferenza, assieme alle oltre 44mila call e i
69mila messaggi istantanei scambiati sulla piattaforma.

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