LE OPERE IN MOSTRA DI TANIA BRUGUERA

Con l'opera "Where your ideas become civic actions. 100 hours reading The origin of totalitariansm" (2015-2021) Bruguera ripropone al PAC la potenza delle parole di Hannah Arendt, lasciando ai visitatori il compito di esprimerle attraverso la lettura di Le origini del totalitarismo.

"Plusvalía" (2010) replica fedelmente l'insegna "Arbeit Macht Frei" rubata nel 2009 dal cancello d'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz. Levigata per l'intera durata della mostra e trasformata col passare del tempo, la riproduzione invita a una riflessione sul plusvalore conseguito da un oggetto che raggiunge un valore economico non per la sua qualità, ma per il suo significato storico, politico e morale.

In "Sin Título" (Kassel, 2002-2021), azione ideata per documenta 11, l'artista lavora sulla memoria e evoca l'ambiente militare della fabbrica di munizioni situata proprio vicino alla città tedesca durante la Seconda guerra mondiale: circondato da luce accecante e rumori evocativi, il pubblico sperimenta una vulnerabilità che sollecita l'esplorazione della coscienza storica e politica vissuta come esperienza personale, come sensazione fisica.

Il buio, i forti odori e le voci dei performer contribuiscono a creare un'atmosfera inospitale anche in "Sin título" (Habana, 2000), versione attualizzata della celebre installazione realizzata per la Biennale de La Havana e censurata dal governo cubano: l'artista la ripropone al PAC per denunciare le incarcerazioni seguite alle proteste per le insufficienti risorse sanitarie contro il Covid-19 per la difesa della libertà di espressione a Cuba.

Dall'acclamato progetto per la Turbine hall della Tate modern nel 2018, Bruguera porta al PAC una nuova versione della sua installazione "Crying Room" che, tramite appositi accorgimenti, induce il visitatore a lacrimare, suscitando una "empatia forzata" di fronte al dramma delle migrazioni ed evocando una sensibilità necessaria, ma non per questo scontata.

Le ingiustizie ai danni dei migranti sono protagoniste anche della nuova opera "The poor treatment of migrant today will be our disonhor tomorrow" (2021) realizzata in collaborazione con l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED). Qui l'artista adotta un parallelismo storico: un filo spinato, cucito a mano per la mostra da sopravvissuti e discendenti di deportati durante la Seconda guerra mondiale, unisce le stelle della bandiera europea.

Anche "Tabla de salvación" (1994) è un monumento al tema della diaspora, quella delle migliaia di cubani che clandestinamente negli anni sono partiti con imbarcazioni di fortuna nel tentativo di raggiungere la Florida. L'opera riflette sulla condizione insulare e sul mare, luogo dove gli opposti convivono: apertura e chiusura, vita e morte.

In "Sin Título" (Palestina, 2009-2021), Bruguera crea invece uno scenario quasi decontestualizzante ponendo il bianco dell'ambiente in contrasto con il caos e la distruzione dei conflitti, ma ci riporta immediatamente alle conseguenze posizionando due bare nere come unico elemento scultoreo.

Dopo quasi trent'anni di irreperibilità, l'opera "Estadística" (1996-1998) torna ad essere esposta al pubblico, nella sua imponente forza visiva. Una bandiera cucita con i capelli donati da cittadine e cittadini di Cuba, manifestazione di unione e insieme gesto che indaga l'estetica del potere e la riappropriazione simbolica dello stesso da parte di un popolo.


L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

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