Mudec. La collezione permanente si rinnova e racconta una storia nuova: "Milano globale. Il mondo visto da qui" - 1 -

Un nuovo percorso di oltre 500 opere tra oggetti inediti e noti capolavori del Museo, l'ingresso è gratuito –

A cinque anni dall'apertura del Mudec Museo delle culture di Milano, la casa delle collezioni etnografiche civiche, l'esposizione permanente si rinnova presentando al pubblico, a partire da domani 17 settembre, oggetti inediti e noti capolavori dalle collezioni del Museo e di altre raccolte cittadine.
Nel nuovo percorso, dal titolo "Milano globale. Il mondo visto da qui", si parlerà di globalizzazione e dei grandi processi che hanno portato alla fisionomia della città contemporanea.
Milano è stata definita la città più "internazionale" d'Italia. Sebbene per breve tempo capitale dell'Impero Romano, è soprattutto all'inizio dell'età moderna che il profilo internazionale della città inizia a definirsi. Ed è proprio da qui parte il racconto: in un mix di sguardi che si allargano e si restringono, troveremo la città, il suo territorio e il suo tessuto sociale ed economico inserito in dinamiche più ampie: dall'era delle grandi navigazioni alla società dei consumi, dall'età coloniale alla Milano multiculturale. Alla ricerca, appunto, della vocazione internazionale della sua gente.
In un viaggio di quasi 500 opere (di epoche, materiali, tipologie e culture diverse), selezionate tra i 9.000 oggetti di etnografia del Comune di Milano provenienti dai quattro continenti, il visitatore ripercorrerà alcuni temi cardini della storia globale - come il colonialismo, le migrazioni, la multiculturalità - attraverso una "lente" milanese.
Quella che oggi chiamiamo globalizzazione, infatti, è un processo che affonda le radici nel periodo moderno, dal XV secolo in avanti: grazie alla navigazione atlantica e alla conseguente dimensione intercontinentale dell'impero spagnolo, le tante e complesse relazioni transcontinentali già esistenti conoscono una grande accelerazione. Questo processo, declinato in modalità diverse nello scorrere dei secoli, ha generato una serie di incontri e scontri che si è materializzato con l'arrivo di una grande quantità di beni e materie prime diverse, che hanno largamente influito sull'economia, la cultura e la società, anche a Milano.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA

Sezione 1 - Milano nel mondo spagnolo

Milano si proietta su scala internazionale sin dal XVI secolo, quando entra a far parte del vasto scacchiere dell'Impero spagnolo. I traffici con l'America consentono l'arrivo di oggetti non europei che entrano nelle collezioni cittadine come quelle di Manfredo Settala, le cui opere costituiscono un sorprendente esempio dell'apertura intellettuale e dell'interesse enciclopedico del tempo. In città arriva anche l'argento delle miniere boliviane di Potosì, destinato assieme agli altri metalli ad essere trasformato in armi, prodotti suntuari e monete per tutta Europa. L'impatto dell'argento americano sarà dirompente sull'economia mondiale e devastanti saranno i risvolti per le popolazioni native americane e il loro territorio, con ripercussioni fino all'Africa occidentale, da dove le persone venivano rapite per servire come schiavi negli ingenios di raffinazione del metallo e per altre attività economiche a beneficio delle economie coloniali.
Le Americhe, dove venne impiantato il sistema coloniale più longevo di sempre, furono il teatro di società complesse antiche quanto quelle mesopotamiche: una grande vetrina esemplifica varietà e raffinatezza della cultura materiale attraverso una grande installazione che espone l'arte fittile delle Ande centrali tra il 3.000 a.C. fino alla conquista (1532).
L'ultima parte della sala è dedicata al cacao che, assieme ad oggetti e metalli, arriva dal vasto mondo iberico, cambiando le abitudini alimentari dell'intero globo.

Chicchera in zucca per cacao

Sezione 2 - La nuova dimensione globale del continente asiatico

Mentre l'uso di consumare cacao e tabacco deriva dalle americhe, caffè e thè hanno origine dal mondo orientale, da cui proviene anche la maggior parte degli oggetti utilizzati come contenitori per queste nuove bevande: sarà la fortuna della Cina, antica potenza quasi sconosciuta agli europei di allora, in grande espansione economica verso Occidente grazie ai traffici commerciali marittimi sostenuti dalle Compagnie delle Indie.

Tra la fine del XVII e il principio del XVIII secolo si diffonde in Europa la moda del consumo di alcuni alimenti ‘nuovi' riservati sino ad allora ai regnanti e alle corti, ma che già alla fine del Settecento godono di una popolarità capillare. La Cina diventa egemone nel mercato dell'export di prodotti di lusso, tra cui le raffinatissime porcellane, grazie a un elevato grado di capacità manifatturiera quantitativo e qualitativo. L'immagine del mondo orientale, visto dagli Europei come un luogo mitico, diventa di grande moda e imperversa nelle arti applicate (anche in Lombardia), dando vita anche al fenomeno delle cineserie, imitazioni occidentali (talvolta di elevato livello qualitativo, come nel caso delle manifatture milanesi di ceramica Clerici e Rubati) ispirate ai modelli decorativi cinesi, giapponesi e indiani.

Ma non è soltanto la Cina a realizzare prodotti ed esempi estetici che influenzano il gusto dell'Occidente: il mondo del tessile è quello più intrecciato e motivi decorativi e materiali originari dell'Oriente si ibridano per soddisfare il gusto della moda europea. Anche Milano e la sua fiorente industria tessile si inseriscono in questo complesso fenomeno, sia con produzioni proprie che con l'importazione di tessuti alla moda.

Il Belgioioso


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