Welfare

Giunta approva il piano con le strategie di intervento dei prossimi anni

Milano ha un nuovo piano del welfare, il documento di programmazione delle politiche sociali cittadine che delinea le strategie e le priorità di intervento dei prossimi anni per affrontare le nuove sfide e i nuovi bisogni.
La Giunta ha approvato con una delibera il documento che verrà sottoposto alle osservazioni dei nove Municipi, per poi approdare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva dell’Aula.

Si tratta del primo piano post pandemia e ha dunque l’obiettivo di porre le basi per la definizione di un nuovo welfare più adatto alle esigenze sociali emerse dopo lo shock degli ultimi due anni e per rispondere all’acuirsi delle disuguaglianze. È frutto di un percorso partecipato di ascolto con tutti gli stakeholders partito a gennaio e che ha avuto nel Forum del welfare dello scorso aprile un momento importante di confronto.

Il documento parte da un’analisi demografica della popolazione milanese, facendo emergere alcune tendenze, ad esempio l’aumento del 6,5% - negli ultimi vent’anni - degli over 65 e una forte presenza di nuclei familiari a formazione ‘unipersonale’ pari a oltre il 47%.

“Questa evoluzione, che proseguirà nei prossimi anni, - spiega l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé - ci mette davanti alla necessità di cambiare approccio, integrando la componente assistenziale con un potenziamento del welfare territoriale e generativo basato sulla costruzione di reti di sostegno che possono dare risposte integrate tenendo conto della peculiarità della situazione di ogni persona. Un sistema all’interno del quale l’Amministrazione vuole assumere un ruolo più forte di coordinamento e regia, per superare la frammentazione delle proposte e favorire l’incontro tra domanda sociale e offerta di servizi”.

Per favorire questa connessione, il Comune sta proseguendo il percorso per arrivare all’istituzione della figura del Welfare community manager, un operatore sociale che lavorerà nei quartieri per favorire appunto la sinergia con “tutta la Milano possibile”, ovvero tra tutti gli attori presenti in quel determinato territorio.

Fondamentale anche l’attenzione alle manifestazioni del disagio giovanile che negli ultimi mesi si sono intensificate. L’obiettivo dell’Amministrazione è, nei limiti delle proprie competenze, supportare gli adolescenti in un percorso di crescita sereno e intercettare il malessere prima che si cronicizzi o assuma forme patologiche. A questo scopo prosegue AccogliMI, il progetto dedicato alle ragazze e ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni e alle loro famiglie con lo scopo di offrire orientamento psicologico utile ad affrontare le difficoltà che caratterizzano questa particolare fase della vita ed eventualmente a indirizzarli verso servizi specialistici sanitari, educativi e ricreativi. I primi risultati della sperimentazione, che ha coinvolto anche le scuole e i docenti, saranno presentati alla cittadinanza il 4 ottobre alla Casa dei Diritti di via De Amicis, a partire dalle 18,30.

Un’ulteriore priorità delineata nelle cento pagine del Piano riguarda la tutela della salute e la non più rinviabile integrazione socio-sanitaria delle risposte. Il punto di partenza di tale integrazione sarà la presenza dei servizi sociali territoriali all’interno delle case di comunità previste in città.

“Uno degli obiettivi per cui abbiamo più intensamente lavorato - prosegue l’assessore Bertolé - è la presenza nelle Case di nuova costruzione di una parte a disposizione del Comune e dedicata all’insediamento di servizi di tipo sociale. Questo risultato è il primo passo per il superamento di un sistema sanitario ospedalocentrico che ha dimostrato durante la pandemia tutti i suoi limiti”.

Contrasto alla grave marginalità, politiche di integrazione, tutela dei minori, sostegno alla genitorialità, contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni e tutela dei diritti sono altri importanti capitoli di intervento.

Sul piano della lotta alle discriminazioni, prosegue l’impegno dell’Amministrazione con le Case Arcobaleno, gli appartamenti dedicati a ospitare persone vittime di situazioni di esclusione sociale a causa del loro orientamento sessuale o di un percorso di transizione avviato. L’obiettivo non è solo quello di fornire accoglienza residenziale (circa 15 le persone finora accolte), ma anche di offrire uno strumento di ascolto, informazione, orientamento, accompagnamento ai servizi generalistici e specialistici del territorio attraverso l’attività del Rainbow Desk al quale si sono rivolte, dalla sua attivazione, circa 160 persone.

In merito alle politiche di contrasto al maltrattamento domestico e alla violenza di genere, l’Amministrazione, in rete con i nove Centri Antiviolenza e le otto Case Rifugio, continua il suo impegno con un’intensa attività volta a promuovere interventi a favore delle donne vittime di violenza. Ogni anno la Rete Antiviolenza ospita nelle Case Rifugio più di 60 ospiti e accoglie nei Centri Antiviolenza oltre duemila donne.
Ava Tanin


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