“LIQUIDA”

Poesia, musica, teatro

Lunedì 20 maggio alle 21:00, presso la Centrale dell’Acqua in piazza Diocleziano, 5 MM SpA in collaborazione  con il teatro OUT OFF presenta il secondo appuntamento del cartellone dedicato all’acqua che ha come titolo “LIQUIDA”, definizione che il grande sociologo polacco Zygmunt Bauman dà della nostra società. esprimendo con questo termine il concetto di un mondo contemporaneo dove tutto si trasforma senza soluzione di continuità e senza più trovare punti di riferimento stabili.  

Il terzo appuntamento:

UMBERTO FIORI   E  CAMILLO SBARBARO

Umberto Fiori è nato a Sarzana nel 1949. Dal 1954 vive a Milano, dove si è laureato in filosofia. Dal 1973 al 1983 ha fatto parte, come cantante e autore di canzoni, degli Stormy Six, uno dei gruppi storici del rock italiano. In seguito, ha collaborato con il compositore Luca Francesconi, con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. Il suo primo libro di poesia, Case, è uscito nel 1986 per San Marco dei Giustiniani. Sono seguiti, per Marcos y Marcos, Esempi (1992, 2004), Chiarimenti (1995), Parlare al muro (con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), Tutti (1998) e La bella vista (2002). Del 2009 è Voi, Mondadori. Nel 2014 è uscito un Oscar Mondadori (Poesie 1986-2014) che comprende i libri editi e un inedito. Nel 2019 Marcos y Marcos ha pubblicato un racconto in versi, Il Conoscente.

Camillo Sbàrbaro (Santa Margherita Ligure 1888 - Savona 1967). Lavorò come insegnante e negli ultimi anni si dedicò allo studio dei licheni. Esordì con Resine (1911) e Pianissimo (1914), che per il lirismo autobiografico, rispecchiano il gusto frammentista; a tale gusto Camillo Sbàrbaro rimase fedele nelle successive raccolte di prose liriche (Trucioli, 1920; Liquidazione, 1928; seconda serie di Trucioli, 1948; Fuochi fatui, 1956; Scampoli, 1960; Gocce, 1963; Quisquilie, 1967) e di versi (nuova stesura di Pianissimo, Rimanenze, 1955; Primizie, 1958). Il suo senso smarrito, disamorato o piuttosto disancorato della vita, la dolente coscienza dell'aridità che sembra preludere a Montale, trovano felice espressione soprattutto in paesaggi e nature morte. Postumi sono usciti, tra l'altro, L'opera in versi e in prosa (1985) e Trucioli dispersi (1986).

Cinzia Gelati

Responsabile Ufficio Stampa

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