CIABATTE

Da: "Laboratorio di poesia"
a cura di Maurizio Cucchi
Tiziana Sala

CIABATTE

Per una ragione prevedibile il bambino si diverte

con la sua bicicletta nuova. Per una ragione in

comprensibile fa sempre lo stesso percorso, anche

se il cortile è ampio. Non vede lo spazio intorno:

è una strada che lo attende.

Lo osservo disturbata dal balcone. Siede rigido

sulla sella con le braccia troppo distese, le mani

sul manubrio, la schiena leggermente obliqua;

 braccia, busto e gambe formano un triangolo

scaleno. Sembra sorridere e la leggera brezza non

solletica la sua postura. Questa mattina a scuola

abbiamo studiato i triangoli, mi sono annoiata: a

me piaceva solo disegnare.

Procede con la sua pedalata angolare. Mi sento

strana dall’alto del balcone, ipnotizzata da quel

percorso ripetuto per l’intero pomeriggio, da quel

corpo geometrico di bambino; no, non sorride.

Piccola maga involontaria, mi agito: sarà un cor

tile senza lavoro: a fatica camminerà per casa con

logore ciabatte irregolari.