PETALI VIOLA

Di Antonia Pozzi

Antonia Pozzi (Milano13 febbraio 1912 – Milano3 dicembre 1938)

Parte dal crepuscolarismo di Sergio Corazzini per poi interiorizzarlo: «Vivo della poesia come le vene vivono del sangue», scrive. E infatti cerca di esprimere con le parole l'autenticità dell'esistenza, non trovando verità nella propria. Quanto riservata e rigorosa fu la sua breve vita, altrettanto le sue parole, secondo la lezione ermetica, «sono asciutte e dure come i sassi» o «vestite di veli bianchi strappati», ridotte al «minimo di peso», come le descrisse Montale, parole che trasferiscono peso e sostanza alle immagini, per liberare l'animo oppresso ed effondere il sentimento nelle cose trasfigurate.

Dall'espressionismo tedesco trae atmosfere desolate e inquietanti:

«Petali viola
mi raccoglievi in grembo
a sera:
quando batté il cancello
e fu oscura
la via del ritorno»