LETTERA AI VIVENTI

da Bisestile di Poesia 2016
EDB Edizioni
Stelvio Di Spigno

Come sempre, da solo, guardo il mare,
la sua lontananza imbevuta di destino,
e della luna il raggio appare inestinguibile:
è il senso del tutto, che ci rovina addosso.
Nessuna pace può inondare le radici
mie e di quanti hanno incontrato il mondo:
urlano senza requie i miei morti e i miei cari,
ma tra campi di pietre piantati nel cuore
fremono gli scartati della mia città
come topi dentro un’inondazione.
Li ho visti lacerarsi come fiere infuocate,
le loro viscere come nazioni sconfinate,
non hanno avuto luce mentre io ne ho avuta
[ troppa.
Sono stato a guardare, ma ora abiuro
le lettere consuete, ho ribrezzo
della mia stessa voce.
Solo per loro oggi devo camminare, incontrare
le loro facce una a una, cambiarle e non tradirle.
Quanto grande è il dolore, maggiore sia l’offerta.
Per la mia indifferenza incantata dal male,
devo implorare una ferma redenzione,
non voglio essere debole, non posso più morire.