GLI APPELLI DI SALVINI E LANDINI APRONO LA VIA A UN GOVERNO DI EMERGENZA DI MARIO DRAGHI?

Il commento di Walter Galbusera, già segretario generale della Uil metalmeccanici di Milano, ora presidente della Fondazione Anna Kuliscioff, dopo i recenti auspici di Landini e Salvini.

L’appello del segretario della Cgil Maurizio Landini a dar vita a un patto sociale “per evitare che il paese si sbricioli sotto i colpi di una processo di deindustrializzazione“ fa il paio con l’ invito di Matteo Salvini a “mettersi tutti attorno a un tavolo per riflettere sui rischi che l’Italia sta vivendo”.
Gli obiettivi dichiarati sono diversi ma le considerazioni assai simili. Landini vede la possibilità di entrare tra gli azionisti di maggioranza di uno schieramento politico che ha bisogno di alleati mentre Salvini vorrebbe una tregua per risolvere i problemi più urgenti e poi tornare a votare. Entrambe queste posizioni potrebbero avere al momento solo natura tattica.
Il segretario della Cgil vorrebbe una legislazione del lavoro completamente riscritta che parta dall’eliminazione del Job’s Act e l’applicazione (frettolosa) dell’articolo 39 della Costituzione che riconosca ai contratti sottoscritti dalla maggioranza di sindacati e imprenditori efficacia di legge. Non entra però nel merito con proposte concrete anche per gli articoli 40 e 46 della Suprema Carta che parlano di regolamentazione dell’esercizio del diritto di sciopero e di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese.
Da parte sua il “Capitano” della Lega non è esplicito sulle soluzioni da offrire per le più gravi emergenze. C’è però una differenza non di poco conto perché la Lega fa trapelare il nome dell’ex governatore della Bce Mario Draghi, il quale, da fine diplomatico, si guarda bene dal mandare segnali di riscontro. Maurizio Landini non è certo ostile allo status quo ma pone condizioni difficilmente ricevibili nella loro sostanza.
L’unica cosa chiarissima è che, pur offrendo disponibilità di natura diversa, si rendono conto che la situazione potrebbe precipitare. Il clima è quello di una situazione di emergenza che dalle crisi aziendali potrebbe allargarsi al sistema bancario e mettere in ginocchio per l’intero sistema economico-finanziario.
Non è la prima volta che il nostro paese ricorre a governi di unità nazionale. Se si escludono i governi del Cln, che furono travolti dalla guerra fredda, abbiamo esempi molto più recenti come quello di Andreotti del 1978 e di Monti del 2011. È altrettanto evidente che mettersi tutti (o quasi) al tavolo, comprese le forze sociali, significa partire dalla consapevolezza che la situazione è molto grave.

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