Fine maggio al Teatro Franco Parenti

stabile di torino e teatro bellini .regia mario martone.tango glaciale reloaded 2018.con Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro.fotografie mario spada

Nel 1982 debuttò “Tango Glaciale”, uno degli spettacoli più belli, coinvolgenti, intensi di quella stagione, in cui una generazione intera di ventenni, in Italia, si rimise in movimento, sperimentando e mescolando linguaggi. Progetto, scene e regia erano di Mario Martone, con testo a più mani. Dopo trentacinque anni al Parenti, sino al 19 maggio, Martone ripropone lo spettacolo, “reloaded”: una macchina del tempo “ricaricata”, senza nostalgia, con tre giovani danzatori. È la storia di tre abitanti che attraversano una casa, la quale si trasforma da un locale all'altro, proiettandosi nel tempo e nello spazio. Un’avventura domestica costruita per quadri, con dodici diverse scenografie, create da un sistema di architetture di luce. Un viaggio figurato, dall’ordinario al fantastico, dal fumetto all’immagine, dalla musica al suono, dal gesto al movimento, dal canone alla sua rottura: “Tango Glaciale Reloaded” è una cascata di immagini, musiche pop, jazz ma non solo, danze e citazioni, generato da un bouquet di produzioni e collaborazioni, colte in giro per l'Italia, Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” compresa. A sorpresa, un postmoderno anni Ottanta ci catapulta nel futuro.

Fino al 30 maggio, lo scambio col Teatro dell’Elfo propone sul palcoscenico del Parenti Kaddish”, dove Ferdinando Bruni sperimenta, dopo Rimbaud, Salinas e Poe, Teatro e poesia, mettendosi alla prova con Allen Ginsberg, autore non aulico, che dallo stile anticonformista della Beat Generation trasse accenti puri e interessanti.
Nella meditazione sulla morte della madre, scritta sotto l’effetto di anfetamine, il poeta mise a nudo la propria anima. La sua poesia si esprime in un verso che prende a modello le libere variazioni jazz di Charlie Parker, del bebop e della ritualità ebraica. Ginsberg parla delle sue poesie sonore come capaci di offrirsi “come qualcosa da utilizzare per la propria vita”. Bruni asseconda la struttura poetica originaria, il variopinto gioco vocale, l’intensità dell’iterazione, le ossessioni visionarie della poesia di Ginsberg, fondendole alla ricerca di un nuovo spazio per la comunicazione che ridia senso e valore alle parole, sottraendole all’usura della banalità quotidiana. Regia e video sono di Francesco Frongia.

Grazia De Benedetti

Teatro Franco Parenti - via Pierlombardo 14, tel. 0259995206 - www.teatrofrancoparenti.it