DISORDINI NELLE CARCERI

Si va verso la normalizzazione

La giornata del 9 marzo, già funestata dai numeri sul coronavirus ha visto scoppiare una serie di proteste, spesso violente, all'interno di alcune carceri italiane.

Sono 27 i penitenziari sparsi in tutta Italia che fronteggiano rivolte dei detenuti, presa in ostaggio del personale di guardia, incendi di materiale vario e tentativi di evasione.

Mentre scriviamo la situazione si va lentamente normalizzando.
La miccia che ha innescato la protesta è stato il divieto di ricevere visite dall'esterno, misura dettata dalla volontà ferrea impedire il contagio. Il virus, unito allo stato di sovraffollamento che grava da anni su queste strutture, avrebbe conseguenze non prevedibili.

Le situazioni più gravi si registrano nel carcere di San Vittore a Milano dove alcuni detenuti sono riusciti a salire sul tetto della struttura e in quello di Rebibbia a Roma.

Il carcere di Pavia va verso la normalità.

A Foggia c'è stato un tentativo di evasione che le forze dell'ordine sono riuscite a far rientrare.

Sei le vittime accertate, tutte concentrate nel carcere di Modena anche se da più parti si sottolinea che non si tratta di decessi riconducibili agli scontri violenti. Due detenuti hanno sottratto medicinali dall'infermeria mentre un terzo è stato trovato cianotico. Ignote per ora le cause del decesso.

Il Ministro Alfonso Bonafede riferirà sull'accaduto il 17 marzo.

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