IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE - 2

Mercoledì 8 aprile - Le domande dei giornalisti e le risposte

D:In vista della fase 2, è utile sottoporre tutti a screening? Serve questo, per poter ripartire?

R: Non si sta ragionando di screening a tappeto ma di fare test a campione per capire come si è comportato il contagio, quale tasso di letalità ha avuto, quali fasce di età ha interessato, che lavoro faceva chi è stato colpito.

Sulla riapertura serve un grande lavoro di tipo preliminare.

Non stiamo parlando di una diminuzione del contagio ma di un rallentamento.

Esiste ancora un "serbatoio " di positivi asintomatici che, di fatto, continuano ad alimentare i contagi.

Per quanto riguarda i test a tappeto Guerra dice che hanno senso su un focolaio circoscritto e con un numero di infettati limitato.

Ora che il virus tocca molte zone e altrettante persone, non serve un test per capire che tutti o quasi sono stati infettati a vario titolo.

Finché non ci sarà uno strumento diagnostico che permette di trovare le persone contagiose in 24 - 36 ore e poi intervenire per isolarle, evitando così nuovi focolai, non ha senso, secondo lui, fare ragionamenti sul ritorno alla normalità.

Quanto ai famosi test sugli anticorpi, serviranno ex post per capire qual è stata la circolarità del virus.

Questo porta Guerra a dire: "Non credo che il Governo Italiano voglia procedere a una riapertura senza tenere conto di questa rischiosità ancora così alta".

 

D: Come OMS vi rimproverate qualcosa nella gestione di questa emergenza?

Potevate dare all'inizio dell'epidemia e anche adesso, indicazioni diverse?

R: l'epidemia è stata un'esperienza completamente nuova e unica nel suo genere.

Guerra ritiene che, nei vari momenti, si sia fatto il possibile per contenerla.

 

D: L'OMS può vietare alla Cina i mercati di animali esotici?

Perché lei, commissario Borrelli è sempre rimasto a Roma anziché andare laddove c'erano le criticità?

R: L'OMS non può dire a uno stato cosa deve fare. Può mettere in guardia da meccanismi pericolosi che già conosce come la possibile trasmissione di infezioni dall'animale all'uomo. Per sua conoscenza, dopo questa traumatica esperienza, la Cina sta varando una serie di leggi che impediscono queste pratiche.

Quando prende la parola Borrelli per rispondere su di sé, il clima si fa più leggero.

Con un'epidemia diffusa, non come avviene per un terremoto o una calamità naturale, ha più senso che la coordinazione delle operazioni sia centralizzata. In questo caso la Protezione Civile non opera da sola ma a supporto del sistema sanitario nazionale.

 

D: Come ci si deve regolare con le navi di migranti in arrivo?

R: Borrelli ha firmato un'ordinanza che dichiara i nostri porti non sicuri per effetto dell'emergenza sanitaria. Ovvio che il tema dell'immigrazione richiede anche decisioni a livello politico ed europeo.

 

D: C'è troppa gente in giro. Servono altre misure?

R: Si ribadisce che sono le misure ad aver dato questo risultato.

Si ribadisce che toglierle ora significa vanificare tutto.

Si ribadisce che il contagio tende alla diminuzione ma può bastare poco, anche un piccolo focolaio, per avere una risalita dei contagi.

Si ribadisce che quella di oggi è una "prospettiva di vittoria. Occorre serrare le fila".

Non servono altre misure restrittive.

L'epidemia si combatte con la consapevolezza delle persone e con una comunicazione efficace e continuativa.

È tutto nelle mani dei singoli. Non si può demandare un comportamento corretto alle pressioni esercitate da forze esterne, che siano polizia o esercito.

Guerra conclude dicendo che presto, rappresentanti dell'OMS di altri paesi verranno in Italia per studiare il nostro modello di reazione al virus. Non era così scontato che accadesse, fino a qualche anno fa. Per tanti paesi noi siamo il futuro rispetto a quello che stanno vivendo.



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