IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Delle ore 18:00 di lunedì 13 aprile 2020

La conferenza stampa di questo 13 aprile vede la presenza di Angelo Borrelli e del prof. Giovanni Rezza dell'ISS.  

Si comincia dai dati numerici.

Il numero dei positivi è di 103.616 con un incremento di 1.363 casi.

Le persone in terapia intensiva sono 3.260, e sono 83 in meno.

Il totale dei ricoverati è di 28.023 . Sono 176 in più.

Il 70% degli asintomatici è in isolamento a casa. Il totale è 72.333.

Le persone decedute oggi sono state 566.

Il totale dei guariti è di 35.425 con un aumento di 1.224 persone.

Le forze in campo sono 18.477.

La cifra raccolta a favore della Protezione Civile è arrivata a 117 milioni di euro.

Borrelli smentisce poi una notizia comparsa su La Repubblica secondo la quale il gruppo di infermieri arrivati ieri a Torino non era stato sottoposto a tampone prima di partire.

 

La parola passa quindi al prof. Rezza che si sofferma sull'interpretazione dei dati.

Rispetto a ieri ci sono valori che sono migliorati e altri no.

Dopo la chiusura del paese, il virus ha continuato a circolare.

Tra il contagio e la diagnosi con tampone passano in media 20 giorni.

Le oscillazioni di oggi sono nuovi casi. Non nuovi contagi.

Per poter parlare di una situazione in miglioramento servono i dati dei giorni a venire quando anche il numero dei decessi, consoliderà la decrescita.

Finisce qui la conferenza stampa.

Segue lo spazio con le domande e le risposte dei giornalisti


D: Ci sono evidenze che il virus attacchi altri organi oltre ai polmoni?

Sul fronte sportivo, visto il fermo deciso dagli altri sport, ha senso far ripartire il campionato?

R: Sul primo fronte non ci sono evidenze. Si stanno affacciando studi che parlano di perdita dell'olfatto o del gusto piuttosto che di disturbi al sistema nervoso ma mancano le conferme.

Si sa però che una volta guariti, non rimangono strascichi sui polmoni.

Sul tema del calcio... secondo il parere personale di Rezza, e quindi dal punto di vista di un infettivologo, non ha senso tornare in campo. La decisione finale spetta ad altri.

D: novità sui tempi dei vaccini? Si parla di un progetto Italia/Gran Bretagna a buon punto...

R: Rezza parla di paesi che sono già alla fase dei test sull'uomo.

Il progetto citato dal giornalista parte da un vaccino già modellato per ebola. Si tratta di replicare il suo funzionamento per il coronavirus.Si potrebbe arrivare presto al test sull'uomo.


D: Quando si potrà vedere una decrescita significativa nel numero dei decessi?

R. Sarà l'ultimo valore a calare. Di solito tra il contagio e il decesso di un paziente, passano una ventina di giorni. Occorre tenere presente anche questo, quando si osservano i numeri.


D: Per Rezza: si parla di una riapertura delle scuole a settembre. Cosa ne pensa?

Per Borrelli: si parla di una riapertura di alcuni settori come moda, auto... Ci sta lavorando la task force voluta dal Governo?

Rezza sottolinea che siamo ancora nel pieno della fase 1. Non ha senso, a suo parere, parlare di cosa si farà a settembre. La decisione spetterà comunque alla politica.

La task force è al lavoro... lasciamola lavorare.


D: I contagi sono ancora alti. Quando si vedrà la fase 2?

R: Non si arriverà ad avere contagi uguali a zero.

I numeri alti sono oscillazioni di 20 giorni fa e sono alimentati, tra gli altri, dai nuovi tamponi alla popolazione e dentro le RSA.

Il fatto che non abbiamo avuto picchi ma una curva in ascesa per molti giorni, dipende dalle misure di contenimento prese.

Fermo restando che il virus non scompare, la fase due dovrà essere in grado di identificare i nuovi contagi, contenerli e monitorarli.

Per questo serviranno le persone sul territorio, dai medici di base ad altre figure.

La tecnologia potrà essere di supporto.



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