IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Delle ore 18:00 di lunedì 20 aprile 2020

La conferenza stampa di questo 20 aprile vede la presenza di Angelo Borrelli e del prof. Luca Richeldi, pneumologo del Policlinico Gemelli e membro del comitato tecnico scientifico.  

Si passa quindi alla lettura dei dati numerici.

Il numero dei positivi è di 108.237 con un calo di 20 persone rispetto al bollettino di ieri.

È la prima volta che questo valore decresce.

Le persone in terapia intensiva sono 2.537 e sono 62 in meno.

È il numero più basso da un mese a questa parte.

Il totale dei ricoverati è di 24.906. Sono 127 in meno.

Il 75% degli asintomatici è in isolamento a casa. Il totale è 80.758.

Le persone decedute oggi sono state 450.

Il totale dei guariti è di 48.877 con un aumento di 1.822 persone.

Nell'ultimo mese la percentuale dei dimessi è arrivata al 90%.

I volontari della Protezione Civile in campo sono 19.938.

La cifra raccolta a favore della Protezione Civile è pari a 128 milioni di euro di cui 46 impiegati per l'emergenza.

Sono stati indetti altri due bandi: uno per il reclutamento di medici e uno per il reclutamento di personale socio sanitario.

È in arrivo un team di altri 60 operatori sanitari dall'Albania. Saranno destinati alle Marche.

È terminata la ricognizione delle regioni sulle residenze da destinare ai pazienti guariti.

Sono 262 in tutta Italia per un totale di 12.230 posti. Per ora, ne sono occupati 4.146.

 

La parola passa quindi al prof. Richeldi che commenta i dati dicendo il numero dei decessi sarà l'ultimo parametro a scendere.

Finisce qui la conferenza stampa.

Seguono le domande-risposte dei giornalisti.

Ne riportiamo una selezione.

D: Viste le differenze regionali, ha senso una ripartenza unica per tutti o è meglio differenziare?

R: Oggi abbiamo 4 regioni senza contagi e ben 10 regioni con meno di 10 contagi.

Su cosa sia più razionale, Richeldi non si esprime. Bisognerà ragionare su tre aspetti:

- le proiezioni dei modelli matematici in cui, però i dati sono in evoluzione;

- come è fatto il tessuto socio- economico;

- la mobilità tra regioni.

Ha senso avere linee guida nazionali da declinare poi nel singolo territorio.


D: In Francia sono state trovare tracce di virus nelle acque reflue. È un segnale preoccupante?

R: Sono parti di virus che non si riproducono non contagiano.


D: L'Osservatorio sulla Salute ha previsto l'azzeramento dei contagi in Lombardia per fine giugno. È realistico?

R: È l'elaborazione di un modello matematico e quindi ha un limite. Non sappiamo ancora quali misure saranno adottate per circoscrivere i contagi. Occorre considerare che la Lombardia ha avuto da subito una circolazione del virus più alta che altrove.


D: La cura dei malati con il plasma dei guariti sta dando risultati apprezzabili.

R: Questa forma di cura si è dimostrata efficace per molte malattie. Per il covid-19 la sperimentazione è in corso e la sta monitorando l'AIFA.


D: Il calo delle terapie intensive è dovuto a un virus indebolito o a strumenti migliori nelle mani degli operatori?

R: Il virus è sempre lo stesso. Ora c'è più esperienza nel trattare i pazienti e le terapie intensive hanno strumenti tecnologici all'avanguardia.


D: Il virus, nelle persone guarite, provoca danni ai polmoni?

R: Ci sono evidenze di insufficienza respiratoria nel 30% dei guariti. Ecco perché i covid-hospital resteranno operativi per assisterli e capire se è un fenomeno che regredisce o meno con il tempo.


D: Il dato sui decessi fotografa l'oggi o il passato? Stessa domanda per i contagiati.

R: Il numero dei decessi fotografa le ultime 24 ore. Quello dei contagiati è il risultato dei tamponi giornalieri che oramai danno esito in 6 ore.

I tamponi eseguiti solo oggi sono stati 943.151. Il numero complessivo è di circa un milione e trecentomila.

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