IL VIRUS AL FRESCO

Si è acceso il dibattito sul ruolo dell'aria condizionata

Nella giornata di oggi 06 maggio diversi siti di informazione hanno portato all'attenzione il rapporto tra la diffusione del contagio e l'uso dei condizionatori d'aria.

Ospite alla trasmissione di martedì su la7, la scienziata Ilaria Capua, direttrice del One Health Center University in Florida ha detto:

“Invito a fare una riflessione. Ogni anno succede che i centri commerciali diventino un rifugio per gli anziani che non hanno l’aria condizionata a casa. Sarebbe opportuno che si riflettesse su cosa può succedere quest’estate se dovesse arrivare un momento di grande caldo, perché sappiamo che l’aria condizionata può veicolare il virus”.

Nella stessa trasmissione era ospite anche l'epidemiologo dell'Università di Pisa Pier Luigi Lopalco che si è concentrato su un'altra questione.

Ha parlato della possibilità che i flussi di aria condizionata, in un luogo chiuso, possano trasportare le famose goccioline o droplet altamente contagiose ben oltre il metro di distanza concentrandole in alcune zone piuttosto che in altre.

A questa conclusione è arrivato anche un esperimento condotto il mese scorso in Corea del sud all'interno di un ufficio.

La notizia era comparsa sul Corriere del 20 aprile e riportava tutti i numeri di questo test: 1.143 persone testate di cui 97 positivi al Covid-19.

Tra questi, 94 positivi su 97 lavoravano in un call center di 216 dipendenti.

Il dato più preoccupante è che tutti i positivi lavoravano nella stessa parte del grande ufficio condiviso.

Lo studio si concludeva sottolineando l'importanza della mascherina da un lato e la necessità del cambio di aria aprendo spesso le finestre.

In merito Sul divieto di usare l'aria condizionata, tuttavia, Lopalco ha le idee chiare: "Credo che un colpo di calore potrebbe fare più danno".



Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni