INTERVISTA A GUIDO BERTOLASO

Il suo punto di vista sulla fase due

Nella serata di giovedì 7 maggio, Guido Bertolaso è stato ospite del programma Stasera Italia.

Molte agenzie di stampa riportano oggi brani della sua intervista.

Mentre coordinava, per conto della Regione Lombardia, i lavori per l'ospedale in Fiera Bertolaso ha scoperto di essere positivo al coronavirus. Una forma per fortuna lieve che però lo ha costretto al ricovero all'ospedale San Raffaele.

Parla quindi con cognizione di causa per aver vissuto tutto in prima persona.

Dopo le dimissioni e terminato l'incarico con la Regione Lombardia, Bertolaso è ora consulente del presidente della Regione Marche per l'ospedale Covid a Civitanova Marche.

Tornando all'intervista, si è espresso su diversi temi tra cui:

- La situazione negli ospedali

"Dei quasi 30mila morti avuti in questi due mesi un numero importantissimo è stato dovuto alla carenza di reparti di rianimazione e dal fatto che gli ospedali erano pieni.
Si è dovuto decidere chi ricoverare in terapia intensiva e lo si è fatto sulla base della carta d’identità. Io non sarei stato ammesso in certe regioni d’Italia a quell’assistenza che ho avuto.
Non mi pare che sia molto giusto per un Paese come il nostro".

- La fase due:
"Il Paese deve ripartire, ma non possiamo dimenticare che questa è un'emergenza sanitaria, che non è affatto finita. Oggi ci sono stati 274 morti.
Il Paese non è ancora attrezzato per fronteggiare da un punto di vista sanitario questa epidemia e non lo è se ci sarà una terza fase verso ottobre-novembre, perché ci sarà anche l'influenza".

- Cosa fare nell'immediato futuro:

"Un'epidemia di influenza con quella di coronavirus sarà devastante per questo Paese se non si lavora da subito per organizzare tamponi per tutti quelli che ne hanno bisogno, tracciabilità di tutti i casi positivi e dei loro contatti e ospedali Covid, in modo da ingolfare gli ospedali normali".

E poi ha concluso:

“Stiamo ultimando il secondo Covid hospital d’Italia.
Abbiamo realizzato il primo alla Fiera di Milano, che è già operativo da alcune settimane, e sulla base della richiesta del presidente della Regione Marche e con un accordo con il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta e con il Comune di Civitanova Marche è stato deciso di realizzare questo secondo ospedale che serve a garantire l’assistenza a tutti i malati di questa terribile malattia”.


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