ITALIA 23ESIMA AL MONDO PER LIBERTÀ DI RICERCA

Sesto congresso mondiale per la libertà di scienza in Etiopia il 24 e 25 febbraio

Belgio primo paese al mondo per libertà di ricerca scientifica e il diritto all'autodeterminazione individuale, secondi U.S.A, sul podio Olanda, seguono Canada, Sud Africa, Svezia, Cina, Australia, Spagna, India, Francia, Danimarca, Nuova Zelanda, Islanda e Grecia. Italia 23esima, molto indietro i Paesi africani. 
La classifica si basa su dati messi a disposizione da organizzazioni internazionali. Questi dati confluiscono in indicatori che misurano vari aspetti del diritto alla scienza: l'investimento pubblico in ricerca e in educazione terziaria; il numero di pubblicazioni e di ricercatori; la qualità di università e centri di ricerca; l'impatto della produzione scientifica; il numero di persone che conseguono un dottorato di ricerca; il numero di donne scienziato; le competenze scientifiche degli studenti di scuola superiore.
In piena emergenza Coronavirus, la pronta risposta legata alla chiusura di aeroporti e costruzioni di ospedali non è coincisa con un'adeguata circolazione di articoli e pubblicazioni scientifiche disponibili al pubblico solo a pagamento. Solo settimane dall'inizio dell'epidemia, i grandi editori commerciali, spinti dalla pressione internazionale, hanno quindi deciso di abbattere, limitatamente, i muri che impedivano la libera diffusione degli studi fatti dagli scienziati di tutto il mondo.
Su questi temi l’Associazione Luca Coscioni e Science for Democracy, insieme all’Unione Africana hanno organizzato il VI Congresso Mondiale per la libertà della ricerca scientifica,l che si terrà il 25 e 26 febbraio ad Addis Abeba.

Fabio Miceli
Havas PR Milan

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