FESTA DELLA NOSTRA GENTE

I quattro palazzi gemelli di via Cannero compiono mezzo secolo di vita e i loro condomini festeggiano l’evento come la celebrazione di un luogo che si è fatto comunità

Sotto l’impeccabile regia di Mina e Mariarosa, infaticabili motori dell’associazione Bethesda e punti di riferimento per tutta la comunità, le quattro torri di via Cannero hanno festeggiato il mezzo secolo di storia, dagli antichi orti che coloravano i prati circostanti, alla trafficata Milano-Meda, arteria vitale per tanti pendolari e milanesi di oggi. Cinquant’anni di stratificazioni architettoniche, culturali e sociali, che i palazzi e i loro abitanti hanno prima vissuto, poi assorbito e infine restituito, con straordinaria vitalità, animando una festa tanto sentita quanto ricca di sfumature e ricordi.

Le giornate precedenti l’evento di domenica 22 settembre, attraversate dalla preoccupazione indotta dal maltempo incombente, hanno costretto l’inappuntabile organizzazione, degna della logistica d’un battaglione di alpini, a interrogarsi su improbabili piani alternativi, caduti tuttavia a uno a uno sotto le obiezioni dei più. Quindi, l’ardita decisione: sfidare in campo aperto Giove Pluvio schierando tra le proprie file un alleato formidabile, Bacco.

La scelta si è rivelata azzeccata e il braccio di ferro tra gli dei, ad appannaggio di quest’ultimo, ha fatto in modo che la sola pioggia torrenziale caduta sulle numerose tavolate allestite fosse di un profumato Marzemino, rosso rubino, vellutato, capace di sciogliere d’incanto i timori di imminenti rovesci - che non avverranno prima delle ore 17.00 - alla faccia delle due Cassandre digitali: 3B Meteo e Meteo.it.

La festa è quindi decollata col numero cinquanta come unico comune denominatore, quasi fosse una linea del tempo sulla quale collocare tutto e tutti: persone, ricordi, avvenimenti... un immenso contenitore di vite e di esperienze che hanno trovato una plastica rappresentazione nel corso della giornata, nella quale tutti hanno contribuito con il loro vissuto: «avevo dieci anni quando hanno iniziato a costruirli» ha esclamato la signora della scala B; «io ho la stessa età dei palazzi» ha aggiunto il signore della scala A.

E il cinquanta è diventato, naturalmente, anche il tema principale della festa, malinconico ma gioioso, a cominciare dall’emozionante mostra fotografica delle feste di tanti anni fa, dove un susseguirsi di volti oggi un poco invecchiati, di bambini divenuti adulti e di amici che non ci sono più, ha sortito qualche sospiro accompagnato da una fugace lacrima, subito rintuzzata.

Accantonate le malinconie, ecco arrivare, a ritmo incessante, portate d’ogni tipo, che dalla Pianura Padana all’Estremo Oriente hanno raccontato quale meravigliosa sintesi del mondo siano oggi gli storici palazzi di Cannero. Lasagne protagoniste, certo, ma anche affettati, arrosti, hummus e riso siriani, spaghetti di riso cinesi ed involtini primavera, oltre a una versione davvero inedita, almeno per i nativi di Dergano, Bovisa e Affori, di lasagne musulmane (davvero squisite). Colori e profumi a profusione, quindi, dal coriandolo al basilico, dalla curcuma al rosmarino, dal cumino al prezzemolo.

E il numero cinquanta s’è impresso anche sullo spartito d’una domenica davvero sorprendente, con Urbano e Roberto che hanno riportato tutti alle atmosfere di fine anni 60, spiazzando i partecipanti più âgée con alcuni brani storici di Jimi Hendrix o dei Rolling Stones e ignorando (per una volta) il liscio: «Del resto – ha spiegato Roberto – mentre Jimi Hendrix scriveva Hey Joe, architetti e muratori progettavano e costruivano le fondamenta di questi palazzi!».

Quale eccezionale miscuglio di esperienze e culture racchiude una comunità tanto vasta! Vederle dispiegarsi nello spazio del cortile, disorienta ed entusiasma all’unisono, come se il tempo e lo spazio fossero cristallizzati entro i cancelli, l’intera via della seta fosse arrotolata in cortile e una DeLorean parcheggiata in garage. Così, mentre la musica ha riportato i presenti a Woodstock e le pietanze in tutto il mondo, Daniela e Daniele hanno proposto ai più volenterosi una lezione di Tai Chie e Qi Gong giusto per riequilibrare corpo, spirito e mente, dopo l’impatto non irrilevante del pasto luculliano.

Carmelo, il bravo presentatore, ha scandito i passaggi salienti della giornata e i vari appuntamenti in scaletta, accompagnando i partecipanti fino all’atteso taglio della torta dei cinquant’anni, officiato da una coppia d’eccezione: la più anziana presente, nonna Franca, e l’ultima nata, Olivia, aiutata dalla piccola Rebecca a soffiare sulla candelina.

Un team di condomini, coordinato dai referenti dei vari gruppi, ha pensato, progettato e organizzato tutto quanto, senza lasciare nulla al caso, per fare in modo che tutte le generazioni presenti, dai più piccoli ai più grandi, partecipassero alla realizzazione ma anche alla fruizione del grandioso evento. Un particolare ringraziamento, dunque, è stato rivolto a chi si è occupato di cucinare e fare la spesa, organizzare i giochi e altre attività, fino al gruppo della logistica che ha portato tavoli, sedie e gazebi. Un sentito ringraziamento è andato anche alle famiglie straniere, nuove e vecchie, che hanno fatto assaggiare i piatti tipici dei loro paesi e hanno permesso ai presenti di conoscere un pezzettino della loro storia.

Insomma, mettendo in campo risorse, capacità e soluzioni condivise, i condomini di via Cannero hanno dimostrando la forza dirompente e il potenziale insiti in una collettività quando questa si trasforma in comunità, dove ognuno contribuisce con la propria esperienza a una ricchezza comune e dove la diversità rappresenta un prezioso valore aggiunto. Appuntamento tra cinque anni, sempre in via Cannero, per la festa dei cinquantacinque!

Antonio Voceri

Foto della torta: Vittorio Amici