IL FESTIVAL DI OPUZEN IN CROAZIA

Una settimana di graffiti, sculture, performance di strada e seminari

Ogni estate, tra fine giugno e inizio luglio, a Opuzen, nel sud della Croazia, si svolge un festival in cui gli abitanti della città e gli artisti provenienti da ogni parte del mondo si mettono a dialogare tra loro.

La città offre edifici grigi o capannoni dismessi. Gli artisti li trasformano.

Che si tratti di graffiti, di sculture o di land art (forma d'arte contemporanea nata negli Stati Uniti negli anni '60 in cui un artista interviene sul territorio naturale e lo modifica in modo temporaneo, ndr) non ci sono limiti ai temi da trattare né tantomeno alla creatività.

Oltre all'arte, viene dato ampio spazio ai dibattiti sul tema della sostenibilità e dell'ambiente e viene incoraggiata la partecipazioni di bambini e adolescenti che hanno così la possibilità di conoscere e fare pratica con tutte le forme di arte direttamente dagli artisti.

Nell'edizione di quest'anno si è distinto l'artista croato Nikola Faller che trasforma la natura creando sculture sorprendenti con la sabbia, l'erba, il fieno, la neve e il ghiaccio, a seconda della stagione. Ha creato suggestivi disegni geometrici sui banchi di sabbia alla foce del fiume Neretva, a pochi kilometri dalla città.

 

Il festival è nato su iniziativa di un'associazione no-profit locale, la "Santa Valerio”, e ha il sostegno della società svizzera Flux che si occupa di arte, cultura e sviluppo sostenibile.

La città croata prende il nome dal "Forte di Opus", una fortezza costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1684 e di cui sono rimasti resti importanti.

Come molte cittadine della Croazia, Opuzen si è via spopolata perché soprattutto i giovani, vanno in cerca di opportunità altrove.

Il Festival è nato con lo scopo di valorizzare le bellezze naturali del territorio e far conoscere al mondo questo piccolo gioiello.

Antonella Di Vincenzo

 

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