SU E GIÙ PER PORTO

Con gli occhi del nostro inviato in Portogallo

Porto è una bella cittadina portoghese disposta lungo le colline che circondano il fiume Douro.
Si trova nella parte nord del paese e nei giorni di Natale durante i quali l'ho visitata godeva di un clima piacevolmente mite con temperature sui 18 gradi e un bel cielo con il sole che sul far della sera regalava suggestivi tramonti.
Su e giù perché questa bella cittadina presenta tanti scorci interessanti per i visitatori ma per raggiungerli devi affrontare una discreta salita o una più agevole discesa.
Con una bella giornata è piacevole camminare e vedere come le altre città si adornano per le feste. Nella piazza del Municipio l'albero di Natale era di metallo come il nostro in Piazza Duomo. Aggiungevano bagliori festivi le decorazioni sugli alberi che ne percorrevano il tronco e i rami rendendoli molto luminosi nelle ore notturne. Un tipo di luminaria che mi ha piacevolmente colpito è la stella cometa con la punta rivolta verso il basso e la "coda" rivolta verso l'alto che adornava la via degli artisti di strada, in Rua das Flores.
La visita, che si può fare agevolmente anche a piedi nonostante la città abbia un sistema di metropolitane molto ben fatto, può portare in Rua Santa Catarina, la strada dei negozi, dove a un certo punto si incontra la Cappella delle Anime (vedi foto), un piccolo edificio interamente ricoperto di azulejos. Sono piastrelle di ceramica dipinte a mano, di solito nei toni dell'azzurro. In questo caso le scene ripropongono storie della vita di San Francesco e Santa Caterina. Altri luoghi dove se ne trovano molte sono l'interno della stazione ferroviaria di Sao Bento (San Benedetto, ndr) e il chiostro della Cattedrale. Da notare che entrambi questi edifici hanno l'esterno in pietra e un aspetto piuttosto austero.
Lungo questa strada mi sono imbattuta in una graziosa pasticceria che mi ha fatto scoprire un dolce tipico: il pastel de nata. All'ingresso del negozio ti accoglieva uno spazio in cui un pasticcere era all'opera nella preparazione di questi gustosi dolcetti. Sono piccole tortine di pasta frolla con un cuore di crema che, cotta nel forno, acquista una croccante crosticina. Di solito viene servita ancora tiepida e può essere arricchita con una spolverata di zucchero a velo o cannella. Ai portoghesi piace abbinare il caffé o un bel bicchiere del famoso vino locale, il Porto.
Non distante da questa strada si arriva alla Cattedrale del Sé che, vista dall'esterno, somiglia a una fortezza. È realizzata in pietra e si trova sulla sommità di una collina. L'austerità rimane anche all'interno, fatta eccezione per le decorazioni barocche e per il piccolo chiostro arricchito dalle mattonelle in ceramica. Se si scende dalla parte opposta della chiesa si arriva all'imbocco del ponte Dom Luis (vedi foto), il ponte di ferro che è un pò il simbolo della città. È stato costruito nel 1886 da un socio di Gustave Eiffel. Lo stesso Eiffel soggiornò a Porto per ben 2 anni durante i quali ebbe un ufficio all'interno del Palazzo della Borsa, oggi Camera di commercio della città. Il ponte è patrimonio mondiale dell'Unesco. Ha due arcate. Su quella superiore passa la metropolitana che ti collega alla zona della città dove, scendendo verso il porto con la teleferica, si possono visitare le cantine che producono il Porto. Qui passano anche i pedoni così come sull'arcata inferiore dove transitano le auto.
Un altro edificio che ti sorprende per il contrasto esterno-interno è la chiesa di San Francesco (vedi foto)
Si raggiunge percorrendo una strada in discesa che parte dalla stazione. Si risalgono due rampe di scale abbastanza ripide e ci si trova di fronte a un'imponente facciata in pietra. Non ti aspetti il trionfo barocco di ori e statue che ornano le cappelle interne. Tra queste almeno due sono decisamente particolari. La prima è quella con l'albero di Jessè dove a partire dalla sua statua addormentata si dipanano verso l'alto i rami con le statue dei 12 re di Giuda. Ancora più in alto la statua della Madonna con il Bambino. 
L'altra cappella è quella dei santi martiri del Marocco e ritrae i frati francescani nel momento drammatico in cui vengono uccisi dai soldati del luogo. Se ne vede uno che regge una testa mozzata e un altro nell'atto di reciderne un'altra. È stata la prima volta in cui ho visto una statua con gli occhi che esprimevano puro terrore.
Sul retro della chiesa, una salita e una scalinata portano al l'ex Palazzo della Borsa (poi trasferita a Lisbona) e oggi sede della Camera di Commercio. Una simpatica guida locale ci ha accompagnati a fare un giro dell'interno. Un ampio cortile quadrato coperto da una vetrata in stile liberty conduce al Patio delle Nazioni così chiamato perché, in alto, sono presenti le immagini allegoriche delle nazioni con cui il Portogallo aveva rapporti commerciali al momento della costruzione del palazzo avvenuta tra il 1847 e il 1909.
Dopo l'imponente scalone d'onore si accede al primo piano dove ritroviamo l'ufficio di Eiffel al tempo del suo passaggio portoghese, la sala del Tribunale per la risoluzione delle dispute commerciali e due sale di ritratti. Una con i presidenti della Borsa, alcuni dei quali sono poi diventati sindaco di Porto e di Lisbona e l'altra dei reali portoghesi tra cui spicca il ritratto di Manuel II, che fu l'ultimo re deposto nel 1910 per far nascere la Repubblica.
La sala più spettacolare dell'edificio è però la Sala Araba realizzata nello stile moresco tipico anche del sud della Spagna e ricoperta da 20 chili di foglie d'oro.
Per ammirare la città dall'alto le possibilità sono due: la torre campanaria della Cattedrale, di più agevole accesso e la torre dos Clérigos (vedi foto). La torre a la vicina chiesa si raggiungono risalendo un'altra collina. La salita della torre è piuttosto ripida visti i 76 metri di altezza che la caratterizzano  e le sue ripide e tortuose scale in pietra da percorrere per raggiungerne la sommità. 
La vista però ripaga dello sforzo.

Antonella Di Vincenzo

 


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