Nasce a Milano il primo protocollo

Che aiuta le donne che hanno subito violenza

L’autonomia e l’indipendenza economica delle donne che hanno subito violenza.  Questo piano operativo nasce ed è promosso a Milano. “Lavoro e violenza di genere” è il nome del protocollo e vuole favorire l’empowerment socio-economico delle donne che escono da situazioni di violenza, un processo che non riguarda solo le opportunità lavorative ma anche il diritto a un lavoro dignitoso, a un luogo di lavoro sicuro e privo di molestie e apre al confronto su altri aspetti, come la questione abitativa e le politiche di promozione dell’occupazione femminile.  Il protocollo è stato sottoscritto dal Comune di Milano insieme alla Città Metropolitana, Afol Metropolitana, ActionAid Italia onlus e ai 14 enti della Rete antiviolenza cittadina. Si pensi che solo nel capoluogo meneghino, nel 2021, i Centri antiviolenza e le Case rifugio della Rete antiviolenza hanno accolto oltre 1800 donne.
È importante la promozione dell’indipendenza socio-economica delle donne che vuol dire rendere le politiche socio-lavorative sensibili alla dimensione di genere e ai bisogni delle donne che entrano o rientrano nel mercato del lavoro.  Questi sono i motivi che hanno dato luogo alla creazione del Tavolo lavoro e violenza di genere, un luogo di confronto, dibattito e condivisione. Il Tavolo - coordinato dal Comune di Milano e co-facilitato da ActionAid nell’ambito del progetto europeo “WeGo3!” - ha coinvolto i Centri antiviolenza e le Case rifugio della rete cittadina, ma anche gli enti che a vario titolo si occupano di lavoro come le agenzie per l’impiego private, le associazioni di categoria, le sigle sindacali e i centri per la formazione e il lavoro, con l’obiettivo di identificare bisogni, criticità e buone pratiche per costruire insieme un modello di intervento e collaborazione efficace.  E’ un percorso lungo e difficile quello del dopo violenza, dove i servizi territoriali sono molto frammentati, da qui nasce il  Protocollo territoriale multi-agenzia e interistituzionale che possa garantire approcci integrati e condivisi e promuovere il dialogo continuo tra i diversi soggetti che si occupano di politiche sociali, lavorative e di pari opportunità, ponendo sempre al centro le donne accolte dalla Rete antiviolenza. Sin da subito ci saranno  sessioni di formazione svolte dalla Rete antiviolenza per le operatrici e gli operatori dei Centri per l’impiego di Afol; azioni di sensibilizzazione delle aziende; analisi dei bisogni formativi e lavorativi delle donne accolte dalla Rete antiviolenza; piani individualizzati di empowerment volti all’inserimento socio-lavorativo ma anche al mantenimento del lavoro e alla valorizzazione delle competenze delle donne; un’attività di monitoraggio e valutazione finalizzata a comprendere l’impatto del Protocollo e delle relative Procedure operative sui percorsi co-costruiti con le donne.   
Manuelita Lupo

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