Su Google Arts & Culture una mostra sulla musica elettronica con la partecipazione del Museo degli strumenti musicali

Il Castello Sforzesco contribuisce al progetto con la virtual exhibit dedicata allo Studio di Fonologia della Rai, ricostruito dal 2008 con gli allestimenti originali di Gio Ponti

Il Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco partecipa a “Music, Makers & Machines”, il nuovo progetto online e interattivo di Google Arts & Culture dedicato alla storia della musica elettronica e lanciato oggi sulla piattaforma grazie al supporto di YouTube. 
La mostra "Music, Makers & Machines" è la prima panoramica completa di un movimento musicale presentato da Google Arts & Culture, ed è il risultato di una collaborazione tra il Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano e oltre 50 tra archivi, musei, collezioni, etichette discografiche, festival e alcuni dei maggiori esperti e pionieri dell'industria musicale provenienti da 15 Paesi. 
Il progetto, cui partecipano istituzioni di molti Paesi europei e di Africa, Australia, Canada, Giappone, Corea, USA, racconta la storia della musica elettronica attraverso una coinvolgente mostra online sui pionieri di questa musica e sugli strumenti più leggendari, oltre a mettere in luce tendenze, luoghi, artisti e svolte tecnologiche contemporanee. 

Il Castello Sforzesco partecipa al progetto presentando la virtual exhibit Studio di Fonologia musicale di Milano della RAINato nel giugno del 1955 per iniziativa dei musicisti Luciano Berio e Bruno Maderna, lo Studio di Fonologia musicale di Milano della RAI vide i primi esperimenti sonori che diedero il via alla musica elettronica in Italia. Lo studio è rimasto in attività fino al 1983. 
Gli apparecchi furono conservati presso la RAI fino al 2008 quando, per renderli visibili al pubblico, si decise di trasferirli al Museo degli Strumenti Musicali e di ricostruirli con gli allestimenti originali di Gio Ponti, sottolineandone il valore storico e musicale ancor più che tecnologico.
 Fra i musicisti che lavorarono allo Studio, oltre a Berio e Maderna, ricordiamo Luigi Nono, John Cage, Henri Pousseur, Niccolò Castiglioni, Luciano Chailly, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Armando Gentilucci, Giacomo Manzoni, Giacomo Marinuzzi Jr, Angelo Paccagnini, Salvatore Sciarrino, Giuseppe Sinopoli, Camillo Togni, Roman Vlad. Con oltre 250 mostre online, il progetto “Music, Makers & Machines” ospita un ampio archivio di oltre 15.000 foto, video, tour a 360° e scansioni 3D insieme a caratteristiche editoriali su misura che approfondiscono scene, suoni e città iconiche.
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