Milano, area di San Siro: Regione attiva piano anti Popillia japonica

Popillia japonica è un nuovo parassita delle piante originario del Giappone, dal 2014 presente in alcune aree di Lombardia e Piemonte. Allo stadio larvale questa specie si nutre delle radici delle piante che formano il cotico erboso. E provoca ingenti danni ai campi sportivi e alle piste da corsa in erba dei cavalli. Gli adulti, che volano da fine maggio a ottobre, con un picco attorno alla metà di luglio, si nutrono a spese di foglie, fiori e frutti di piante ornamentali. Nonchè di piante spontanee e colture sia arboree che erbacee. Tra le specie d’interesse agrario, le più a rischio di subire danni importanti sono mais, soia, vite, melo e pesco.

Regione in campo contro Popillia japonica

Regione Lombardia, fin dal primo anno di ritrovamento di Popillia japonica nella valle del Ticino, attua un piano d’azione per il contenimento in accordo con le norme europee e gli standards internazionali. Le misure fitosanitarie attuate, sorveglianza e interventi di controllo, hanno lo scopo di rallentare la diffusione del parassita. La cui area di presenza si estende ogni anno di un raggio di circa 10 chilometri.

Le uniche province indenni

In Lombardia a oggi le uniche province ancora indenni da questo coleottero sono Brescia, Mantova e Sondrio. Il Servizio Fitosanitario non interviene in aree private o comunali, ma fornisce tramite il sito internet e i social media di Regione Lombardia le indicazioni ai cittadini e ai professionisti per una gestione sostenibile dell’insetto. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.fitosanitario.regione.lombardia.it.

Attenzione al contrasto alla diffusione

Un’attenzione particolare è riservata agli interventi per ridurre il rischio di diffusione di Popillia japonica all’esterno dell’area infestata tramite il suo accidentale trasporto attraverso autoveicoli e aeromobili. Per questo motivo ogni anno viene effettuata una mappatura dei siti a rischio ed elaborati specifici piani in caso di aree con caratteristiche peculiari. In questo contesto, con decreto a firma del responsabile del Servizio Fitosanitario il 20 giugno scorso Regione Lombardia ha approvato il ‘Piano 2022-2024 per la gestione del rischio di diffusione passiva dell’organismo nocivo Popillia japonica Newman nell’area di San Siro (Milano)’.

La lotta alla Popillia japonica a San Siro

popillia japonica san siro

Le estese superfici a prato e aree verdi dell’intero quartiere, incluse le piste in erba per la corsa dei cavalli, rendono l’area di San Siro particolarmente adatta allo sviluppo di importanti popolazioni di Popillia japonica.

Il piano ha lo scopo di indicare le attività e le misure ufficiali da attuare. Ovvero le azioni tese a ridurre il rischio che questo coleottero si diffonda al di fuori dell’area infestata. L’insetto, infatti, durante il periodo estivo può introdursi nei veicoli lasciati aperti durante la sosta o al termine della stessa. Ed essere così trasportato accidentalmente in aree dove non è ancora presente. Dal momento che i fruitori dell’area di San Siro, per partecipare e assistere alle manifestazioni sportive o ricreative, giungono anche da altre regioni italiane nonché da altri Paesi europei, il rischio fitosanitario legato a questa possibile via di diffusione del parassita, in accordo con le norme internazionali, richiede l’attuazione di specifiche misure di mitigazione.

Collaborazione tra enti pubblici e società private

Il piano è frutto della collaborazione con il Comune di Milano, la società Snaitech gestore dell’ippodromo e San Siro Stadium, gestore dello stadio Meazza.

Le misure sono volte principalmente alla riduzione dell’infestazione tramite interventi mirati contro tutti gli stadi del coleottero e la gestione della vegetazione più attrattiva. Grande rilievo ha la sensibilizzazione dei cittadini e dei fruitori dell’area dove è situata una apposita cartellonistica. Un ulteriore contributo verrà dalla proiezione del video di Giovanni Storti del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, testimonial di Regione Lombardia per la salute delle piante.

Ava Tanin

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