AMBROGINI D’ORO, UNA BENEMERENZA E POI?

All’avvicinarsi del 7 dicembre (Festività di Sant’Ambrogio), puntuali sono le polemiche in merito all’assegnazione dei cosiddetti “Ambrogini d’Oro”, spesso accompagnate dalle minacce di sciopero in occasione della “Prima” del Teatro alla Scala da parte delle organizzazioni sindacali del Teatro, attente a rivendicare compensi vari. Ma, torniamo agli “Ambrogini”. Chi sono? La denominazione corretta è “Civiche Benemerenze” e ce n’è un lungo elenco di oltre cinquemila, che parte dal 1925 per giungere fino ai nostri giorni. Tipologie e numero delle assegnazioni annuali sono stati modificati nel tempo: attualmente, ci sono le Medaglie d’Oro, un massimo di 15 assegnate a persone fisiche, e gli Attestati di Civica Benemerenza, un massimo di 20 assegnati ad enti o associazioni. Ci sono volti noti, come personaggi dello spettacolo, stilisti o direttori di quotidiani e persino banche. Ma, la maggioranza è sconosciuta ai più. E dopo il conferimento del premio ritornano nell’oscurità, finiscono nel dimenticatoio, malgrado siano stati premiati proprio per “additare alla pubblica estimazione l’attività di tutti coloro che abbiano in qualsiasi modo giovato a Milano”. Certo, non è che la benemerenza debba portare alla celebrità, non siamo al “Grande Fratello”. 

Attenzione - Però, sarebbe opportuno che Milano utilizzasse tutte queste risorse molte delle quali operano con generosità, abnegazione e tanta professionalità e competenza nell’oscuro dei nostri quartieri. Insomma, mettiamola così: nella considerazione che noi dedichiamo ai nostri “Ambrogini” c’è un “prima”, ma manca il “dopo”. Forse, più importante e anche utile. Ed è su questo aspetto che si è andata soffermando l’attenzione di Consulta Periferie Milano, che ha promosso alcune iniziative, sia di “ascolto”, come nel 2011, quando una pattuglia di “Ambrogini d’Oro” venne chiamata in quel di Figino a dire la sua sul tema “Periferie: come stiamo?” oppure nel 2013, quando la realtà degli Ambrogini d’Oro e i possibili sviluppi videro tra gli altri gli interventi di Andrea Fanzago (vice presidente del Consiglio comunale di Milano) che illustrò regole e contorni all’individuazione dei premiati, di Salvatore Carrubba (già assessore alla Cultura del Comune di Milano) che invitò gli Ambrogini più noti a sviluppare un’iniziativa organica per dare un apporto più strutturato alla nostra città e di Salvatore Crapanzano (presidente Coordinamento comitati milanesi) che evidenziò l’opportunità affinché l’Amministrazione comunale individuasse dei canali che favorissero uno stabile apporto di idee e conoscenze all’attività comunale.
Progettazione partecipata - La partecipazione e la Cittadinanza attiva sono molto enfatizzate, ma rimangono più evocate che praticate, più occasionali che strutturali. Allora, sia il Comune, Assessorati, sia i Municipi potrebbero chiamare a raccolta gli “Ambrogini d’Oro” (550 negli ultimi dieci anni) per esempio con periodicità semestrale, magari in relazione alla specifica sfera di azione (sociale, culturale, ecc.), per offrire esperienze, idee e proposte per la nostra città oppure rispetto alle scelte che si intendono fare o anche sullo stato della burocrazia. 

Sono questi gli elementi che Martedì 20 novembre 2018 - ore 18,00 (Negozio Civico ChiAmaMilano, Via Laghetto 2), fanno da filo conduttore all’ottava e conclusiva lezione sul tema Ambrogini, una benemerenza e poi? (info: www.periferiemilano.com). Un’occasione per passare dalla “partecipazione” più legata all’ascolto, alla previsione di modalità di “progettazione partecipata” che, come più volte dimostrato, consente di mettere a fattor comune conoscenze più legate al territorio, la maggioranza del quale è periferia. 

Bruno Volpon
Associazione Culturale Il Giuscano-Figino


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