Tiziano e la Donna nel Cinquecento a Palazzo Reale

Il filo rosso che Palazzo Reale segue focalizzandosi sulle donne continua con la bella mostra “Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano”.  Fino al 5 giugno vi si possono ammirare oltre un centinaio di opere, di cui 47 dipinti (molti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna), accanto a sculture, libri, grafica, gioielli, oggetti, che illustrano l’immagine che la donna assunse a Venezia nel Cinquecento: 

"L’esposizione - ha affermato la curatrice, Sylvia Ferino, già direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches - aspira a riflettere sul ruolo dominante della donna nella pittura veneziana del XVI secolo, che non ha eguali nella storia. La donna dipinta da Tiziano e dai suoi contemporanei parla di bellezza, eleganza e sensualità e del ruolo tutto particolare che la sua rappresentazione acquistò nella Venezia del Cinquecento".

In quel periodo le donne godettero, ma solo nella Repubblica, di un'importanza e di un ruolo speciali. Pur non potendo partecipare alla vita politica o finanziaria, rappresentavano un'immagine prestigiosa, legata al cerimoniale pubblico della potente Venezia. Molti studi ne hanno parlato, ma questa è la prima mostra che affronta l'argomento e lo declina ampiamente in undici sezioni. 

Dopo le figure più celebrate nell'Arte, Maria ed Eva, ecco il ritratto realistico di donne di varie classi sociali, poi quello idealizzato delle cosiddette “belle Veneziane”. Si prosegue con le eroine celebri e le sante, fino ad arrivare ai miti e alle allegorie. Vi è inoltre spazio per ritratti e opere di famosi poeti che cantarono l’amore e le donne, e per il fiorire della letteratura dedicata al mondo femminile, quindi uno sguardo speciale si meritano le scrittrici, nobildonne, cittadine o cortigiane: il primo romanzo firmato da una certa Giulia Bigolina si intitola “Urania”. Alcune di loro con i loro scritti parteciparono anche alle discussionii della “querelle des femmes”, il più importante movimento “proto-femminista” prima della Rivoluzione francese. 

Le immagini femminili della Scuola Veneta, di cui Tiziano è il fulcro, emanano grazia, dolcezza, potere di seduzione. Il pittore interessato soprattutto alla personalità e  femminilità delle donne, le pone al centro del suo mondo e ne esalta la morbida carnalità e la raffinata eleganza  (Lucrezia, Isabella d'Este, Giovane donna con cappello piumato, Danae). I 16 dipinti esposti dialogano con quelli, di altrettanta forza espressiva, di artisti suoi contemporanei del calibro di Giorgione, Tintoretto (Susanna e i vecchioni), Palma il Vecchio:(i due magnifici dipinti di Giovane donna), Veronese (Lucrezia, Giuditta, Venere e Adone), Giovan Battista Moroni e  altri valenti pittori. 
Nel variegato itinerario anche ben spiegato, da segnalare due chicche: i seni scoperti e le pose esplicite non indicherebbero spregiudicatezza sessuale, bensì, secondo la curatrice, significherebbero “aprire il cuore”, un atteggiamento sincero e consensuale verso lo sposo, per suggellare le nozze; inoltre la serie di deliziosi disegni, in cui, come nei ritratti, le modelle  sfoggiano abbigliamento e acconciature sontuose, tra cui tacchi vertiginosi e perfino una gonna con uno spacco molto moderno. 

Il pubblico esce arricchito del fascino e dell'immediatezza delle immagini, in cui l’universo femminile è protagonista e non solo oggetto.

Grazia De Benedetti


Orario apertura: Lunedì chiuso; Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 -19.30

Giovedì 10.00 – 22.30. (La biglietteria chiude un'ora prima)

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