PENSARE AD UN MODELLO DI SVILUPPO DIVERSO

Il tema del futuro deve tornare al centro del pensiero politico

«C’è un tema che riguarda lo sviluppo, che va al di là dell’ambiente, e oggi ha una valenza politica fondamentale e, quindi, non può essere consegnato solo agli addetti ai lavori: il tema del futuro deve tornare a essere al centro della riflessione e del pensiero politico della sinistra. Per molti anni abbiamo spiegato che la differenza tra destra e sinistra era che la destra si occupava del contingente e di portare a casa il più possibile oggi sia dal punto di vista delle risorse che dal punto di vista delle ricchezze mentre la sinistra è sempre stata quella che guardava al futuro, pensava a come costruire un mondo migliore per chi sarebbe venuto dopo di noi. Questa dimensione l’abbiamo persa e penso che una parte della crisi della sinistra di questi anni, dalla globalizzazione in poi, sia legata a questo. Abbiamo fatto molte proposte e messo in campo e concretizzato tante idee e provvedimenti positivi ma è mancato il contesto: quell’idea di futuro che potesse portare i cittadini e le persone a trovare risposte rispetto all’ansia principale di questi anni che è quella del cosa sarà domani. La paura è questa: non siamo sicuri di cosa ci sarà domani. Gli altri propongono una cosa semplice: sono tornati a essere una destra vera che spinge a chiudersi per cercare di stare il meglio possibile al proprio interno, fregandosene di cosa succederà nel futuro. A noi è mancata la credibilità per dire che eravamo in grado di costruire un futuro migliore. Ai ragazzi del “Fridays for future” non possiamo pensare di dare una risposta semplicemente andando alle loro manifestazioni o cercando di avere buoni rapporti con loro. O riusciamo a creare una proposta credibile con cui  offrire uno sviluppo che cambia il paradigma, che cambia le priorità e che mette l’ambiente come una questione prioritaria oppure, per quei ragazzi, difficilmente diventeremo credibili come forza politica. Bisogna pensare a un modello di sviluppo diverso in cui la compatibilità ambientale e la sostenibilità diventino centrali».
Lo ha detto il sen. Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo PD al Senato e membro della Commissione Ambiente del Senato, intervenendo all’incontro “ Save the Planet. Prendersi cura dell’ambiente. Prendersi cura del futuro” a Milano, a cui sono intervenuti anche il prof. Valter Maggi dell’Università Milano Bicocca e l’on. Chiara Braga.
«La questione della sostenibilità richiede uno sforzo gigantesco - ha spiegato il senatore  Mirabelli - ma è indispensabile farlo perché cambia il modello di sviluppo e cambia anche la vita delle persone. La destra, per resistere, punta sull’idea che tutto si giochi sul meno emissioni in favore dell’ambiente, ma che uno sviluppo sostenibile significa rinunciare e, quindi, peggiorare le condizioni di vita. Dobbiamo, invece, dire con chiarezza che non è così, che mettere al centro la qualità non vuol dire “decrescita felice” ma mettere le persone nelle condizioni di godere di più di una vita con una qualità migliore e questo è il modo per coinvolgere anche molti cittadini. Affrontare questa questione vuol dire produrre il massimo di innovazione che si può produrre in questa fase storica e vuol dire, quindi, una grande opportunità per l’economia. Pensiamo a quanto ha prodotto la scelta che abbiamo fatto con il bonus ambiente che dava incentivi fiscali a chi ristrutturava le abitazioni secondo criteri ecosostenibili: con quei provvedimenti abbiamo aperto un mercato ad aziende che hanno innovato e hanno dovuto innovare per essere in grado di utilizzare le tecnologie più avanzate per consentire che questi obiettivi potessero essere raggiunti. Penso, poi, all’economia circolare che è un modo per cambiare i comportamenti delle persone e ha un grande valore. Dobbiamo, quindi, dirlo che pensiamo a uno sviluppo diverso in cui la qualità è un’occasione per migliorare il futuro ma anche l’oggi». 

In allegato foto dell’incontro

Diana Comari
Collaboratrice sen. Franco Mirabelli