Confindustria, da un secolo al potere

di Folco Portinari*



Vincenzo Boccia, trentesimo presidente di Confindustria, aprirà i lavori dell'Assemblea annuale della principale associazione italiana delle imprese il prossimo 22 maggio, a Roma, all'Auditorium di Renzo Piano. Sarà la sua ultima Assemblea annuale: tra un anno scadrà il suo mandato quadriennale. 

Nata a Torino nel lontano 1910, e trasferita poi a Roma nove anni più tardi, Confindustria riunisce oggi su base volontaria 150mila imprese italiane, per un totale di circa 5,5 milioni di lavoratori. Oltre alla sede di Roma, all'Eur (in viale dell'Astronomia, indirizzo con cui viene citata comunemente Confindustria) ha una forte presenza sul territorio con 16 realtà regionali e 98 unità territoriali. A queste si aggiungono 24 organizzazioni di settore (Federchimica, Federtessile etc etc).

Tradizionalmente ne è presidente un imprenditore: Boccia, titolare delle Arti grafiche Boccia di Salerno (fondate nel 1961 dal padre Orazio) è stato preceduto da Giorgio Squinzi (Mapei, vernici), Emma Marcegaglia (metallurgia), Luca Cordero di Montezemolo (all'epoca Gruppo Fiat) e prima ancora Antonio D'Amato, Giorgio Fossa, Luigi Abete e Sergio Pininfarina, per rimanere all'ultimo trentennio. Solo una volta, nel 1976, per passare il testimone dopo solo due anni, il presidente della Fiat Gianni Agnelli riuscí a convincere l'ex Governatore della Banca d'Italia (e poi in seguito ministro) a guidare la Confederazione per quattro anni.

Da giugno in poi, inizieranno le trattative per individuare il successore di Boccia. Una lunga liturgia in cui giocherà un ruolo chiave la più potente delle associazioni territoriali, la Assolombarda, sede in via Pantano, Milano.


*   Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri