MA CHE COS'È QUESTO SPREAD?

di Folco Portinari*

Ci risiamo. Come alla fine del 2011, quando il governo guidato da Silvio Berlusconi cadde anche per effetto dello  spread (che raggiunse quasi quota 600) da qualche mese lo spread, appunto, è tornato al centro delle attenzioni di giornali e tg. Ed è poco sotto i 300 punti. Perché? E soprattutto, che cosa è lo  spread?
Al centro c'è la Repubblica italiana. Per pagare stipendi dei dipendenti pubblici, maestri e professori, carabinieri e polizia, medici e medicine, ospedali e  tribunali, pensioni e assistenze varie, in una parola sola "per poter funzionare", oltre a tutte le entrate fiscali lo Stato italiano ha bisogno ogni anno di emettere circa 400 miliardi di titoli pubblici (Bot, Cct, Btp etc). L'incasso della vendita di tali titoli viene incamerato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che lo "gira" poi ai vari ministeri competenti.
A comprare i titoli pubblici, sono sia privati (le famiglie, i risparmiatori) sia quelli che si chiamano investitori istituzionali (banche, compagnie di assicurazione, fondi comuni, fondi pensione). Entrambe le categorie vogliono avere due certezze: avere il rimborso delle somme prestare allo Stato con la sottoscrizione dei titoli pubblici da un lato; essere invogliate a sottoscrivere tali titoli sulla base di un interesse (che rappresenta quindi il guadagno per famiglie e investitori istituzionali e un costo per lo Stato).
Più la situazione politica, economica e finanziaria del Paese è in crisi, e più lo Stato dovrà invogliare i sottoscrittori con alti interessi su Bot e Btp. Lo spread misura in qualche modo questo rischio, ed è calcolato (per convenzione) in rapporto allo stesso costo dei titoli della Germania (il cui bilancio è molto solido).
In sintesi: più la situazione dell'economia dello Stato è in crisi, più lo Stato deve pagare in interessi a famiglie e investitori, più costa quindi allo Stato riuscire a far funzionare la propria macchina amministrativa. Su tutto aleggia un'altra parolina magica: il  rating. Ma di questo parleremo la prossima settimana, dopo che l'agenzia internazionale  Fitch avrà dato un nuovo  rating ai titoli della Repubblica italiana, venerdì 22 febbraio.
 
* Banchiere fiorentino del Banco dei Medici, XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri 

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