Manuel Micaletto

Milanese di adozione, Manuel Micaletto è nato a Sanremo nel 1990. Frequenta l’Università degli Studi di Milano e collabora con diverse testate web. Nonostante la giovanissima età, ha all’attivo diverse pubblicazioni su riviste («Nuovi argomenti», «Nazione Indiana», «Gammm») e antologie (tra le quali il recente «Quadernario» curato da Maurizio Cucchi per Lietocolle) oltre a una notevole raccolta d’esordio, Il piombo a specchio (Cierre 2012, Premio Montano).

Il linguaggio si contrae proprio come un muscolo nel crampo, per svelare «qualche cosa di antico»: «il corpo dell’estinzione». Preferisce correre qualche rischio pur di consegnarci un materiale instabile, esplosivo. Le poesie che scegliamo esemplificano lo stile e la tensione che attraversano la produzione dell’autore e anticipano in parte il libro in uscita, proprio in questi giorni, per la nostra collana «Poesia di ricerca»: Carsten Renè Nielsen e Manuel Micaletto, 8 animali e 14 morti.


Carsten Renè Nielsen, poeta danese del ‘66, è una delle voci più interessanti della poesia scandinava. Lontano dai toni consolatori, aggredisce l’immaginario tradizionale con un surrealismo nordico, caratterizzato dal grottesco e da un’analisi raffreddata di situazioni al limite della follia. L’uso ludico che fa del linguaggio, scanzonato e subliminale, apre profondità plastiche impreviste, tra «esplosioni di miele in un alveare, denti di leone coltivati senza gravità, orchidee con i polmoni». La poesia osserva tutto da uno spioncino, come un «grande, bianco occhio di pesce».


Depistanti e quasi disinfettate, le prose di Manuel Micaletto condurranno invece il lettore tra «supermarket inabitati» e uffici polverosi. Come le monete cadute, le sue immagini si placano solo in un ultimo «scatto nervoso». Ogni blocco narrativo, «a suo modo, riferisce» una fine, come quella della stampante: «la particolare grammatura, nonchédimeno porosità, delle plastiche in dote alla maggiorpiù delle stampanti, le favorisce e così si distinguono primissime, nel volgere dei tempi, in quantità di anni ragionevoli, consone all’umana durata, nell’assumere quel colore, quel tono ambrato caratteristico delle rovine. (altrimenti, toner)». I morti diventano tutto ciò che è rimosso, «quanto del mondo resta inevaso».


il rumore consueto del mondo, le stringhe casuali del traffico che avanza in impressioni continue di scooter, autobus, accelerazioni, velocità congrue alla legge o che la legge eccedono, secondo cadenze variabili ma dando l’impressione di un loop, dove la ripetizione trova varie sedi:
1) a livello microscopico: alcune sequenze sono ribadite, opel corsa, xmax, 156. tra una sequenza identica e la stessa, identica, ma ancora, possono intercorrere alcuni minuti, possono intercorrere gli anni. indifferentemente.
2) a livello macroscopico: ma a un ordine di grandezza troppo grande per poter assistere, nel volgere di un’umana partecipazione al mondo et alle sue vicende, a un’intera esecuzione dello spartito.
3) per certo.
4) seguenti.

Poesia di dio numero 1

Dio vuole la città del diavolo si chiama ERASMUS
vuole anche che se hai 15 anni o 14 o 16 anche possibilmente muori, possibilmente tramite motorino e asfalto
dio ti brucia le capanne sulla spiaggia vi da loca
inoltre gli piacerebbe se ibiza viene usata per i test nucleari potentissimi
ma forse è già così infatti la gente dentro ibiza presenta
malformazioni e ritardi e infradito.

il seguito di quella poesia di natale

Dunque eccoti natale parabolico, natale con la doppia,
cristo BBURAGO, costituito è inevitabile di
molte evoluzioni a rotta di collo e volùte
incaricate della morte e gincane che assolvono
più o meno la stessa funzione, di' la verità esprimi
sempre una sola gara, all'infinito, l’ananke di una corsa
calamitata, votata non al traguardo ma a questa
fedeltà, alla striscia magnetica che replica la luce
come traccia madreperlacea di lumaca e non c’è sorpresa
nel tracciato, nelle forze invisibili dei telecomandi
che inarcano l’aria, non c’è differenza e la somma
del mondo produce un numero pari - poiché ciò che si ripete
nella conta binaria non è l'identico ma l’identico è il ripetersi
di ciò che si ripete, dai ripetitori: l’interferenza.
ma al mio segnale. quando le ruote entrano in vigore
e la luce è una fiala, è una folla e l’albero imprime
la sua presenza come un verdetto
nel buio, nella grande notte del salon

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni