OBLIO

Di Uccio Greco

In un sonno pigro
molto tempo è passato
e il giorno che viene
ha sempre meno luce.
Come paglia appassita
vago sullo specchio d'acqua
mentre calano le nuvole
di mia sorte.
Eppure immenso
oblio d'amore e vita
ritrovo,
o grande madre,
se a te s'arrende
il mio pensiero.
Il bello scopro allora
non più fugace
e d'ogni peggio
ricordanza muore.
Melodia d'arpe e flauti
è il segno tuo;
che m'importa del volto
allo specchio che non conosco
e dei libri con lettere grandi che non leggo?
Stagioni scorgo fiorire
oltre il tempo che mi tiene
mentre vita tu ripeti
al profondo bosco
al silente monte
e allo squamoso pesce
ché a te, madre Terra,
mai declino sarà dato
o penerai.